Da almeno un anno giaceva nel Comune di Inzago (MI), da parte di una società privata, la domanda di riconversione locali sull’area di una concessionaria dismessa a ridosso della rotonda di Villa Fornaci. L’intento era quello di realizzare una sala slot e giochi di circa 500 metri quadri. Dopo il rilascio comunale dei permessi, datato 28 dicembre, non sono mancate le polemiche. Lo riporta ilgiorno.it.

Così Inzago Città Aperta: “Il 14 dicembre, con deliberazione di giunta, è stato concesso patrocinio gratuito a favore della Banca del Tempo per un evento di sensibilizzazione sui danni del gioco d’azzardo. Il 28 gli uffici hanno rilasciato il permesso per lavori relativi alla futura sala slot. Difficile pensare a due atti amministrativi più in contraddizione. Ci saremmo aspettati ben altra attenzione visto la sensibilità e particolarità del tema. Ricordiamo ai nostri amministratori che nel marzo 2014 ventidue Comuni, con Inzago e Cassano d’Adda in prima fila, alzarono la voce contro l’apertura di nuove sale giochi, in particolare per contrastare l’apertura di una sala slot presso l’ex bowling firmando insieme un protocollo di intesa con la Prefettura per combattere il gioco d’azzardo”.

Il progetto, allora, fu cassato a causa del distanziometro. “Non è lo stesso caso. Nel 2014 l’attività sarebbe sorta a meno di cinquecento metri dalla cooperativa sociale Punto d’incontro, considerato luogo sensibile dalla legge regionale. Noi abbiamo fatto il possibile per evitare l’arrivo di una sala slot, ma la società è in regola” ha spiegato il sindaco Andrea Fumagalli.

Il piano triennale di prevenzione della corruzione del Comune, si ricorda, riporta dati recenti dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata che attestano sale slot o videopoker quali attività a rischio, ma per il primo cittadino “in tutta questa vicenda non si devono confondere i piani politico e tecnico. Sul piano politico siamo contrari a insediamenti di questo tipo, persuasi che possano essere vettori di disagio e ludopatie. Ma gli uffici si muovono sul piano tecnico. Per contrastare formalmente l’insediamento occorrono motivazioni suffragate e ad oggi non ne abbiamo. Nel caso di qualche anno fa la vicinanza di un sito sensibile come la Punto d’incontro fu dirimente, nel caso attuale punti sensibili non ve ne sono, se non un polo sportivo con maneggio. Questo progetto non ci piace, ma le carte sono in ordine e il Comune non può esporsi a ricorsi o penali”.

Ulteriori accertamenti comunque sono in atto: “Ho chiesto agli uffici un vaglio approfondito, alla ricerca di ogni possibile varco o appiglio”. Così il vice, Carlo Maderna: “Ogni posizione è lecita. Ricordo che in quel punto esatto, peraltro lontano dall’abitato, una sala giochi c’è già da anni, quella al terzo piano del centro commerciale”.

L’intervento, secondo quanto si apprende, dovrà cominciare entro un anno dalla data di notifica dell’avviso e va ultimato entro tre dall’inizio del cantiere.