Il Comune di Modena va dritto per la sua strada, deciso ad attivare tutti gli interventi possibili fino ad arrivare al trasferimento di tutte le attività di gioco lontano dai luoghi sensibili.

L’assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzione e decoro della città, Centro storico, Politiche per il lavoro e la legalità, Andrea Bosi, ha ribadito l’intenzione dell’amministrazione di non arretrare di un passo rispetto alla politica adottata nei confronti dei punti di gioco legale, in conformità alla legge regionale dell’Emilia Romagna che impone il rispetto della distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili.

Bosi ricorda che nel 2019 nel territorio comunale risultavano attivi 29 punti gioco, oggi ne restano 8. Non tutti sono soggetti alla stessa normativa, circa i tempi previsti per un eventuale trasferimento. “Il corner scommesse – per esempio- è un centro scommesse che si appoggia a un altro brand e che può essere anche all’interno di un bar o una tabaccheria. La legge regionale per i corner prevedeva di autorizzare i comuni ad imporre la chiusura delle attività che non rispettano la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili al 31 dicembre 2019. La pandemia ha fatto sì che si arrivasse solo in questi mesi, tre mesi dopo la fine dello stato d’emergenza, all’invio della comunicazione. Il principio è che se sei un bar e fai altro, lo devi chiudere. Per gli altri esercizi, in particolare le slot, è previsto che i comuni possano inviare la comunicazione per la dismissione allo scadere delle concessioni di rete.

Oggi sappiamo che le attuali concessioni saranno prorogate fino a giugno 2023. Resta il fatto che manca una legge quadro nazionale, e il Comune non potrà che adeguarsi a quanto previsto.”

L’assessore fornisce quindi una serie di dati sulle sanzioni fino ad ora contestate: “Le sanzioni contestate dal Comune nel 2021 sono state 9, di cui 7 ammontano a 150, una a 200, una a 3.000 euro. Nel 2022 ci sono stati 18 controlli, sei verbalizzazioni ( si tratta per lo più di violazioni di orario). Per quanto riguarda i contenziosi il Comune ha moltissimi ricorsi, alcuni pendenti per incompatibilità della legge regionale, alcuni vinti dalla amministrione comunale. Abbiamo anche una serie infinita di ricorsi sugli orari di funzionamento, la maggior parte sono stati rinunciati.”

Non manca il tono polemico sulla recente pronuncia del Consiglio di Stato che ha dato ragione agli operatori del gioco legale.

“Il Consiglio di Stato, secondo i gestori che lo hanno proposto, avrebbe espresso un  giudizio di merito, ma non credo che sia così. Io penso che il Consiglio di Stato abbia prorogato di tre mesi pensando alla normativa nazionale. Il Consiglio di Stato, nella sua pronuncia, si limita al caso specifico che è stato discusso facendo un errore gravissimo di valutazione. La norma richiamata e a cui fa riferimento. Nulla ha a che fare con gli atti di natura urbanistica. Noi faremo valere la valutazione fatta dall’amministrazione nel senso che scaduti i tre mesi dalla chiusura della stato di emergenza si rientra nel pieno possesso della legalità come da legge regionale. Avvieremo tutti controlli del caso e per chi non è in regola verrà disposta la chiusura”.