“Nell’ambito delle sue competenze la Commissione promuove attivamente i valori positivi dello sport, l’integrità nello sport e la competizione leale. Nel settore dello sport la Commissione collabora strettamente con gli Stati membri nel quadro del piano di lavoro dell’UE per lo sport 2017-2020, tra le cui priorità figura la lotta al doping. Sostiene inoltre il coordinamento della posizione dell’UE nelle riunioni dell’Agenzia mondiale antidoping e offre sostegno agli Stati membri su questioni relative alla compatibilità della legislazione nazionale con il diritto UE”.

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E’ quanto ha risposto Mariya Gabriel (Commissario europeo per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù), a nome dalla Commissione europea, all’interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata da Gianantonio Da Re, riguardante gli strumenti europei per la lotta al doping nello sport.

“Il capitolo Sport del programma Erasmus+ identifica la lotta al doping come uno degli obiettivi da perseguire. Dall’inizio del programma nel 2014, oltre 7 milioni di EUR sono stati destinati al cofinanziamento di 19 progetti nel settore. Nell’ambito dell’invito a presentare proposte del 2020 sono stati stanziati circa 8,5 milioni di EUR per progetti relativi alla protezione dell’integrità nello sport, compresi la lotta al doping e agli incontri truccati e la buona governance. La lotta al doping dovrebbe rimanere una priorità nell’ambito del futuro programma Erasmus.

Infine la Commissione accoglie con favore l’elaborazione di una nuova norma per gli integratori alimentari e gli alimenti per sportivi privi di sostanze dopanti da parte del Comitato europeo di normazione (CEN)”.

Nell’interrogazione Da Re chiedeva: “Ad oggi, il fenomeno del doping nello sport costituisce non solo una violazione dei principi fondamentali dell’etica sportiva ma rappresenta altresì un problema di salute pubblica. L’attività fisica e sportiva infatti devono in linea di principio contribuire a migliorare la qualità della vita del cittadino. Al contrario, il ricorso a sostanze vietate o l’abuso di farmaci porta pregiudizio alla salute del praticante ed entra così in contraddizione con la finalità stessa dello sport.

Nel rispetto dell’autonomia delle organizzazioni sportive e del principio di sussidiarietà, considerata la dimensione ormai internazionale degli eventi sportivi, può la Commissione far sapere attraverso quali strumenti intende facilitare la cooperazione tra gli Stati Membri per un maggiore coordinamento nell’ambito della lotta al doping?”.