“La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha ripetutamente riconosciuto che, in assenza di una normativa UE settoriale specifica nel settore del gioco d’azzardo, gli Stati membri possono limitare i servizi di gioco d’azzardo al fine di salvaguardare vari interessi pubblici, come la lotta alla dipendenza da gioco d’azzardo e protezione di consumatori e minori. La legislazione nazionale deve tuttavia rimanere in linea con le norme sul mercato interno stabilite dai trattati UE e interpretate dalla CGUE”.

E’ quanto ha risposto il Commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, all’interrogazione dell’europarlamentare Dinesh Dhamija sull’introduzione di un regolamento che garantisca condizioni di parità per tutti gli operatori e le forme di gioco d’azzardo.

“A seguito della decisione della Commissione a cui fa riferimento l’onorevole parlamentare, le persone e gli operatori sono incoraggiati a ricorrere ai rimedi nazionali in caso di problemi con il diritto dell’UE nel settore del gioco d’azzardo. I tribunali nazionali sono i “tribunali comuni” per il rispetto del diritto dell’UE e contribuiscono efficacemente a farlo rispettare nei singoli casi. La decisione della Commissione di non perseguire violazioni nel settore del gioco d’azzardo non pregiudica la valutazione giuridica dei tribunali nazionali in singoli casi”.