“In assenza di un’armonizzazione a livello di UE, gli Stati membri sono liberi di fissare gli obiettivi della propria politica in materia di giochi d’azzardo e di definire il livello di protezione richiesto.

Hanno un ampio margine di apprezzamento per le restrizioni giustificate e proporzionate alla fornitura di tali servizi al fine di perseguire obiettivi di interesse pubblico come la protezione dei minori. La legislazione nazionale deve tuttavia rimanere in linea con le norme del mercato interno stabilite dai trattati UE e interpretate dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). Le norme sul gioco d’azzardo, comprese le norme per la protezione dei minori, variano quindi da uno Stato membro all’altro”. E’ quanto ha risposto il Commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, all’interrogazione presentata da Theodoros Zagorakis sulla protezione dei minori nel gioco online.

“La direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali vieta pratiche commerciali ingannevoli e aggressive anche nel settore del gioco d’azzardo. Tuttavia, considerando il punto 9 della direttiva, questo chiarisce che si applica fatte salve le norme nazionali sulle attività di gioco d’azzardo. La Commissione finanzia, inoltre, nell’ambito della strategia europea ‘Better Internet for Children’, centri internet più sicuri che forniscono formazione e risorse, offrono assistenza gratuita e forniscono consulenza sull’uso responsabile delle tecnologie digitali, compresi i giochi d’azzardo. Infine, tutti gli Stati membri dell’UE sono parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori. In questo contesto, non ci sono piani in questa fase per proporre iniziative specifiche sulla protezione dei minori dal gioco d’azzardo online”.

Questo il testo dell’interrogazione: “Nel 2014 la Commissione ha pubblicato una raccomandazione sulla protezione dei consumatori nel gioco d’azzardo online che mirava a raggiungere un livello elevato di protezione per i giocatori online. Comprendeva misure mirate per proteggere i minori dal gioco d’azzardo.

L’attuazione della raccomandazione da parte degli Stati membri doveva essere rivista entro gennaio 2017, ma la Commissione non ha effettuato tale revisione. Nel dicembre 2018, la City University di Londra ha pubblicato uno studio su parti della raccomandazione e ha concluso che solo uno Stato membro l’ha attuata integralmente. Solo 13 Stati membri richiedono che venga visualizzato un cartello “Nessun gioco d’azzardo per minori” su o durante gli annunci commerciali per il gioco d’azzardo.

A tale proposito, si chiede alla Commissione di rispondere gentilmente alle seguenti domande:

1. Riconosce la Commissione che esiste una significativa frammentazione nella protezione dei minori dal gioco d’azzardo da parte degli Stati membri e, in tal caso, quali azioni intende adottare per garantire che i minori non siano esposti al gioco d’azzardo online?

2. Intende la Commissione introdurre ulteriori misure per garantire che i minori siano protetti dal gioco d’azzardo online nell’ambito di un quadro normativo coerente?”.