“Per dare una regolamentazione definitiva al settore del gioco la competenza in materia è principalmente del Mef, che sta lavorando a una legge delega, che dovrebbe arrivare in tempi ragionevoli. L’obiettivo sarà intervenire sulla normativa primaria in modo da garantire un riassetto complessivo al settore. Durante il lockdown le fonti che hanno evidenziato l’aumento dell’illegalità sono rappresentate dal rapporto Censis-Lottomatica reso noto il 16 novembre 2021. Il procuratore antimafia Cafiero de Raho in quell’occasione ha evidenziato che durante la chiusura del gioco fisico legale non solo è aumentato il gioco online, ma anche quello illegale. La fonte in questione è suffragata dal Rapporto Ipsos-Luiss Business School. Secondo i dati Istat forniti nel 2018 nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco si contavano 9.265 imprese, 42.818 occupati e un fatturato di 15 miliardi, con un valore aggiunto di oltre 3 miliardi. Il comparto contribuiva per lo 0,6% al Pil del Paese e per lo 0,3% all’occupazione complessiva. Gli acquisti di beni e servizi effettuati dall’intero settore superavano i 10 miliardi di euro e l’ammontare complessivo di salari e stipendi pagati era di oltre 800 milioni di euro. Nel 2018 le imprese con più di 3 addetti occupavano 32.974 lavoratori, oltre il 70% del totale del settore, di questi l’85,5% era a tempo indeterminato, in linea con la media dell’economia italiana. Il 58,5% era a tempo pieno, il 43,4% era di sesso femminile, quasi 3 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. L’Ufficio parlamentare di bilancio nel 2018 ha invece stimato che le imprese coinvolte nel settore dei giochi regitravano oltre 100mila occupati. Per il 2020 il coordinamento statistico Inps, sulla base delle informazioni in possesso dell’Istituto, ha estratto dall’osservatorio statistico sui lavoratori dipendenti i dati occupazionali relativi ai vari Codici Ateco del comparto, evidenziando una notevole riduzione del numero degli occupati, che è sceso a 32.352 lavoratori dipendenti, di cui 13.572 operai e 16.949 impiegati, 1.939 apprendisti, 436 quadri e 156 dirigenti, di tutti questi 25mila risultavano a tempo indeterminato”.

Lo ha detto il senatore di Forza Italia e viceministro per il Ministero dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin (nella foto), nel seguito della sua audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.

“Secondo quanto riportato nel Libro Blu 2020 dell’Adm il numero degli esercizi è così distribuito: le sale da bingo sono 196, gli esercizi di giochi numerici a totalizzatore sono 34.271, i pubblici esercizi che operano nelle lotterie e gratta e vinci sono 55.361, gli operatori del gioco a base ippica sono 5.710, quelli del gioco a base sportiva 9.648, il numero dei punti vendita di lotterie è di 32.174, le ricevitorie del Lotto sono 34.538, a questi si aggiungono altri esercizi, gli AWP, per 54.164 punti. Riguardo la sostenibilità di questi punti fisici di gioco, personalmente ritengo a nome del Mise che la domanda di gioco sia solo parzialmente influenzata dal numero dei punti di offerta. Durante il lockdown la riduzione del gioco in presenza ha portato a un parallelo incremento del gioco online, che nel 2019 era pari al 9,53% della spesa totale nel 2020 ha raggiunto il 20,64% della spesa totale.

Oggi – ha proseguito Pichetto Fratin – è fondamentale investire in attività di informazione, sensibilizzazione e formazione sui rischi, servono partnership intersettoriali e reti locali per garantire il migliore impatto e la sostenibilità di questa attività, partendo dall’educazione civica nelle scuole. Concordo sull’affermazione che la propensione all’azzardo aumenta con il diminuire del reddito, ritengo che i dati concernenti l’assorbimento occupazionale aggiornati al 2021 saranno forniti da Adm e dal Ministero del Lavoro, per quanto di rispettiva competenza. Si potranno poi valutare gli eventuali interventi più specifici di competenza dello Stato. Concordo pienamente con la necessità di assicurare un equilibrio tra gli obiettivi di natura contabile e finanziaria, connessi alla certezza e alla disponibilità per l’erario delle entrate derivanti dal settore del gioco, e gli obiettivi inerenti la tutela dei consumatori, che mirano a contenere la diffusione della patologia collegata all’azzardo. Da un lato va rafforzato il sistema dei controlli, così come quello dell’apparato sanzionatorio, dall’altro bisogna intervenire sulla regolamentazione delle concessioni, anche attraverso un’armonizzazione e una semplificazione del settore dei giochi.

Il contrasto all’illecito – ha aggiunto il viceministro – non rientra nelle competenze del Mise, andrebbero sentiti il Ministero dell’Interno e l’Adm, ritengo comunque che l’attuale sistema concessorio e autorizzatorio del gioco legale anche se consente un controllo del territorio, potendo quindi fungere da argine all’illegalità, non sempre ne costituisce un deterrente. Credo pertanto che sia necessario concepire un disegno strategico specifico per la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata. In questa ottica serve un costante monitoraggio del fenomeno e della sua progressiva evoluzione, così da poter individuare di pari passo l’introduzione di nuove modalità di gioco d’azzardo, sia fisiche che virtuali, per combattere le eventuali minacce alla sicurezza pubblica e procedere alla verifica dell’incongruenza degli eventuali strumenti di contrasto oggi disponibili. Il Mef nelle linee strategiche 2021-2023 ha posto tra le proprie priorità lo sviluppo di un sistema di monitoraggio dell’offerta di gioco legale, il registro degli operatori del gioco pubblico, al fine di verificare l’andamento dei volumi di gioco e la relativa distribuzione sul territorio nazionale, con particolare attenzione alle aree più soggette al rischio di concentrazione di giocatori affetti dal disturbo da gioco d’azzardo. Lo strumento è a buon punto per arrivare a un opportuno equilibrio nell’offerta di gioco legale.

In merito al bingo – ha spiegato Pichetto Fratin – la chiusura delle sale quale strumento di contrasto al diffondersi della pandemia ha registrato nel 2020, per il gioco fisico, una riduzione rispetto al 2019 del 55,07% della raccolta, del 53,30% delle vincite e del 59,20% della spesa. In merito alla situazione occupazionale delle sale bingo, secondo quanto riferito dal Ministero del Lavoro e dall’Inps, non è possibile scorporare e raggiungere il dettaglio esatto di queste specifiche attività economiche, perchè fanno parte di un sistema di attività più ampio, ricompreso in un unico Codice Ateco. Tuttavia secondo quanto emerso da uno studio realizzato da Eurispes, al 31 dicembre 2018 il settore avrebbe contato circa 8mila addetti tra occupazione diretta delle società concessionarie e societàè di servizi dell’indotto. I ricavi lordi sarebbero ammontati mediamente a 1,3 milioni di euro per sala e in base a questo studio la quota di budget assorbita dal lavoro sarebbe del 45%”, ha concluso il viceministro.

Il senatore M5S, Giovanni Endrizzi, ha quindi chiesto “se i dati che hanno evidenziato l’aumento dell’illegalità e dell’online durante il lockdown sono stati calcolati al netto del trend precedente, che andava già in questa direzione. Resta poi da capire – ha aggiunto – quali siano le inchieste e i dati oggettivi su cui si basa il procuratore antimafia”.

Risposte che probabilmente arriveranno la prossima settimana, quando sarà audito proprio il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho.