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Riportiamo di seguito gli interventi dei vari senatori che hanno presenziato all’audizione del sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Federico Freni, presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.

Mauro Maria Marino (IV-PSI): “Mettere ordine a questa materia è un tema importante. C’è la necessità di un rapporto in Conferenza Stato-Regioni, c’è già stato un accordo che poi è stato disatteso da alcune Regioni, vorrei capire se si riparte da quello che era l’accordo sottoscritto nel 2017 e se pensate ci debba essere un’evoluzione”.

Anna Carmela Minuto (FI): “Noi dovremmo far uscire il gioco dal limbo dell’incertezza, servono regole ben precise, stabili e omogenee su tutto il territorio. Il controllo e il contrasto del gioco d’azzardo illegale e della ludopatia devono viaggiare di pari passo. Nella pandemia sono quadruplicate le persone che giocano. I Comuni possono evitare di far aprire, ma da soli non possono fare niente, le sale sono triplicate. Se non possiamo toccare i concessionari e facciamo proroghe, cosa possiamo fare nel frattempo per la gente?”.

Gianni Pittella (PD): “Come intende il governo ristabilire da una parte le condizioni di equilibrio economico e finanziario delle concessioni più colpite dalle misure emergenziali e dall’altra sostenere per il futuro i giochi a maggiore occupazione tramite innovazioni tecnologiche del prodotto trali da rilanciarne l’interesse e anche la sicurezza dei lavoratori”.

Giovanni Endrizzi (M5S): “Bene la tutela della salute e l’obiettivo di estirpare l’illegalità, non dobbiamo dimenticare che questo è un mercato particolare sottoposto a riserva statale e per cui va subordinato il diritto d’impresa e quello della remunerazione al perseguimento di fini generali di interesse pubblico. Non vi è solo un problema di patologia, ma ci sono anche una serie di disfunzioni e sofferenze che andrebbero considerate nel riordino. Quali sono le statistiche che indicano che sia aumentato il gioco illegale? Al momento questo aumento dell’illegalità non è documentato e documentabile. Sull’accordo Stato-Regioni posso dire che era difficilmente applicabile, il governo doveva emanare una normativa coerente, ma fu impossibile perchè c’erano prerogative che non potevano essere normate con un decreto legislativo. Di quell’accordo si possono rispettare le finalità. Una qualsiasi ripresa dell’accordo Stato-Regioni dovrebbe partire esplicitando prima quali sono gli obiettivi che devono essere raggiunti”.

Andrea de Bertoldi (FdI): “Il gioco in questi ultimi anni è stato caratterizzato da un approccio soprattutto ideologico. Non ritengo che il gioco sia una patologia, è una realtà da sempre nella vita dell’umanità, che può degenerare, come in altri campi. Questa deve essere la premessa. Nella previsione delle gare come intendete tutelare le pmi italiane? I tempi delle proroghe quali saranno? Cosa ne pensa dell’assurdo divieto – ideologico e demagogico – della pubblicità del gioco legale, che non ha giovato né alle ludopatie né alle imprese? Cosa ne pensa della tassazione attuale, ossia che il Preu si applica sul giocato e non sul margine? Non ritiene che si debbano coinvolgere gli operatori del gioco nella lotta alle ludopatie? Il tema del credito è importante, cosa intendete fare affinchè le banche non ostacolino gli operatori? Avete in previsione qualche forma di riconoscimento per le aziende che hanno subito più di tutte le altre il problema della pandemia e delle chiusure?

Andrea Cangini (FI): “Che tempi immagina tra la fase regolatoria e l’avvio delle vere e proprie gare? Ritiene opportuna una forma di collaborazione attiva tra il governo e la sua attività con questa Commissione nella fase di messa a norma delle regole? Cosa ritiene di fare per sostenere le attività che sono a maggiore occupazione e socialità e a minore rischio di ludopatia, penso alle sale bingo, che sono quelle che hanno sofferto di più l’impatto dei lockdown?”.

Matteo Mantero (Misto-Potere al Popolo): “L’impostazione è dare priorità agli operatori, poi le entrate e infine se riusciamo pensiamo ai ludopatici. L’azzardo da gli stessi effetti di una droga, anche se non c’è la sostanza. Ci sono poi i giocatori non problematici che però si rovinano, dobbiamo pensare a quali sono le conseguenze delle entrate degli operatori e dello Stato, ovvero che le fasce più deboli della popolazione vedono grande parte delle loro entrate economiche nelle tasche dello Stato e degli operatori. Non esiste gioco sano, è come parlare di tabacco sano, non esiste, l’azzardo è pericoloso, si può riuscire al massimo a giocare con moderazione, ma non esiste azzardo sano. Mi spaventa che si sta già lavorando a una legge delega che va contro quello che è stato detto dalla Corte Costituzionale e che hanno detto molte sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato, ovvero che Regioni e Comuni hanno il diritto di difendere la salute dei propri cittadini. E’ un loro diritto e un loro dovere. Mi spaventa che si vogliano limitare le loro facoltà. Le concessioni in scadenza? Vanno lasciate scadere, dobbiamo ridurre gradualmente l’offerta. Va azzerato il gioco illegale e ridotto quello legale”.

Elio Lannutti (Misto-Italia dei Valori): “Il problema è l’azzardopatia, esiste questo problema che lo Stato per consentire le entrate cerca di assecondare. Cosa si vuole fare? Ci sono un milione e più di famiglie drogate dal gioco, che lo Stato non ha combattuto”.