Riportiamo di seguito le domande presentate dai senatori presenti all’audizione del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, tenutasi presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfuzioni del gioco pubblico.

Andrea Cangini (FI): “Cosa potremmo o dovremmo fare per rendere più efficaci i controlli in materia di gioco? Nell’online cosa può fare il legislatore nazionale? Quanto ci sarebbe bisogno di un concerto globale per contrastare il fenomeno?”.

Mauro Maria Marino (IV): “Nell’ottica dei controlli quali sono i rapporti con il garante per la privacy?”

Andrea de Bertoldi (FdI): “L’usura nelle sale scommesse, la delinquenza organizzata, quali possono essere le risposte a questi aspetti deleteri? Le restrizioni sul gioco? Che io non condivido, oppure maggiori controlli? Per me le cose buone devono essere permesse e i controlli devono eliminare gli aspetti criminali. La tessera sanitaria oggi necessaria per il gioco, altro elemento che io non condivido, non è già una forma che dovrebbe permettere di monitorare il giocatore? Questa tra l’altro discrimina gli stranieri e non ritiene che possa essere un incentivo al gioco clandestino? Vi è un nesso tra la riduzione del gioco fisico e l’aumento del gioco illegale? Le maggiori difficoltà che incontrare nel controllo sono con le società estere? Se le società fossero tutte italiane il controllo sarebbe più semplice? Cosa suggerirebbe al legislatore per meglio controllare il gioco online illegale?”.

Stefano Candiani (Lega): “Quali strutture di indagine o organizzative del gioco legale in Europa da noi possono essere attenzionate come esempio positivo?”

Giovanni Endrizzi (M5S): “Purtroppo ad oggi il comparto legale viene in qualche maniera ibridato dalle consorterie mafiose. I controlli sono essenziali, vorrei che si collaborasse anche con i soggetti della filiera per renderli più efficaci. Ho un dubbio sul fatto che la capillarità dell’offerta possa superare determinati livelli. Il fatto che l’offerta si concentra nei territori a maggiore disagio sociale mi porta a pensare che forse bisognerebbe porre un limite in questo senso. Il gioco d’azzardo infatti aumenta al diminuire del reddito. In merito al match fixing lei denunciò che era necessario impedire di poter puntare su competizioni di categoria minore, perchè questo monito non è stato recepito? Poi che analisi sono state fatte sul betting exchange? In merito alle segnalazioni di operazioni sospette, nel 2020 ci fu un netto calo perchè hanno chiuso le attività, ma allo stesso tempo è aumentato l’online, quindi questo calo è curioso, cosa ne pensa? Vorrei anche sottolineare che il fatto che è stato scoperto nel 2021 magari è stato commesso anni prima. Inoltre se io dico che è stata chiusa una sala illegale, bisogna distinguere se era illegale perchè agiva illegalmente pur essendo autorizzata o se era una sala totalmente clandestina. Servirebbe uno scorporo di questo dato. Che impostazione è stata assunta per analizzare i dati? Le chiusure hanno facilitato l’attività delle consorterie mafiose, questa è una derivazione per analogia, vorrei capire se però ci sono anche dei dati che ci portano a dimensionare quanto sia stato l’effetto delle chiusure e del lockdown, che possono avere ridotto il mercato. Non ho un’evidenza ad esempio che la legge regionale del Piemonte abbia facilitato l’illegalità, sono preoccupazioni non documentate, se avesse dei dati vorrei che li mettesse a disposizione della commissione. Il fenomeno dell’online inoltre era già in aumento negli anni scorsi. I siti scoperti e chiusi da quanto tempo erano operativi? Il fatto che oggi scopriamo certi siti è il segno di una reazione dello Stato piuttosto che una dimensione del fenomeno che dovremmo contestualizzare temporalmente”.

Matteo Mantero (M5S): “Il paradigma con cui si è giustificato l’aumento smisurato dell’azzardo sul nostro territorio è stato quello secondo cui era necessario drenare il gioco illegale che altrimenti era completamente nelle mani delle mafie, invece legalizzandolo si sarebbe potuto gestire il fenomeno. Parliamo di qualcosa di devastante dal punto di vista sociale. L’offerta di azzardo crea dipendenza, soprattutto nelle fasce più deboli. Non c’è un limite chiaro tra gioco legale e illegale, la criminalità organizzata ha infiltrato abbondantemente il gioco lecito per ripulire il denaro. Ci conferma che non c’è questa distinzione e che l’aumento dell’offerta ha aumentato i profitti della criminalità in questo settore? Per controllare le giocate e limitare la propensione al gioco si era ipotizzato negli anni il tesserino unico del giocatore, che si chiede come la licenza di caccia. Solo tramite questo si può accedere al gioco, si può usare per tracciare le giocate e anche per darsi un limite, questo strumento potrebbe secondo lei essere interessante per limitare lo sfruttamento del gioco legale da parte della criminalità organizzata?”.

Commissione d’inchiesta sul gioco, Cafiero de Raho (Antimafia): “L’online la modalità più utilizzata dalle organizzazioni criminali. Servirebbe attività di monitoraggio sull’intero settore”

Commissione d’inchiesta sul gioco, Cafiero de Raho (Antimafia): “Con chiusure attività illegale aumentata del 30%. Quando si interviene sulla sicurezza la privacy deve cedere”