“Il gioco legale evita la proliferazione del gioco illegale, è fin troppo evidente che laddove non vi siano aperture per accogliere scommesse di coloro che sono abitualmente dediti al gioco si aprono le porte dell’illegalità e costoro troveranno sicuramente possibilità per proseguire nelle scommesse e nel gioco attraverso le offerte della criminalità organizzata. E’ sempre stato così, laddove si chiude un settore la criminalità organizzata interviene per sopperire all’emergenza. Se chiudiamo il gioco legale interverranno per sopperire all’esigenza che i giocatori avranno con le loro sale giochi e scommesse illegali. Non invogliamo a giocare, però mentre sul gioco legale abbiamo al possibilità di un controllo e di una vigilanza, sull’illegale c’è difficoltà maggiore perchè non sono noti i luoghi dove si gioca. Per questo il lockdown ha determinato una ultra attività da parte delle organizzazioni mafiose e la moltiplicazione dei siti online illegali. Le organizzazioni mafiose hanno un solo problema, reinvestire quantità di denaro enormi”.

Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho (nella foto), in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, rispondendo alle domande dei senatori presenti.

“Oggi con l’Europa c’è una maggiore possibilità di costituire società all’estero che poi operano in Italia, bisoga intervenire per selezionare con grande attenzione i concessionari e dall’altro serve anche una politica europea che consenta di arginare il fenomeno della pluralità di attività economiche nel gioco pronte a intervenire in qualunque settore senza altri controlli o filtri. Probabilmente – ha proseguito Cafiero de Raho – questa è una delle difficoltà maggiori. Se consideriamo la sede di operatività di un soggetto economico che si muove nell’ambito del gioco online e che proietta la propria offerta sull’intero territorio europeo, nei confronti di quale paese questo diventa poi debitore di oneri fiscali? Nei confronti del solo paese in cui ha sede o anche nel paese in cui ha in atto offerte e quindi ha tante ulteriori occasioni di guadagno? Come si controllano questi soggetti? Probabilmente serve un maggiore ordine dal punto di vista della legislazione europea, occorrerebbe per rendere più agevole il controllo nell’ambito del territorio nazionale. Una delle più grandi difficoltà che si incontrano è quella di individuare i siti e verificare se siano o meno autorizzati non solo nel nostro paese.

In merito alla tessera sanitaria e agli strumenti di controllo del giocatore – ha aggiunto il procuratore – diciamo che se si consentisse il gioco al soggetto identificato avremmo un quando molto più chiaro che impedisce aggiramenti. Occorre identificare il soggetto, così si previene il riciclaggio e si controlla l’andamento delle scommesse. Serve una vigilanza effettiva, un monitoraggio ampio e capillare, non solo in relazione ai punti di raccolta commesse virtuali, ma anche sui punti fisici. Ogni quanto tempo viene controllato chi gestisce una sala giochi o scommesse? Quale è l’obbligo di coloro che sono deputati ai controlli? In merito alla privacy va detto che è un problema solo apparente, laddove si interviene in materia di sicurezza la privacy necessariamente deve cedere. Le banche dati si costituiscono proprio al fine di garantire la sicurezza del paese. Il discorso va affrontato in modo obiettivo e sereno, non può esservi una protezione sempre e comunque, altrimenti anche le indagini non si potrebbero fare. Come si sviluppa il monitoraggio se non si hanno i dati? In questo settore il monitoraggio è fondamentale. I soggetti che organizzano il controllo del gioco devono essere nella condizione di sviluppare approfondimenti e monitoraggio, il giocatore deve poter essere sempre monitorato sia nell’online che nel gioco fisico. E’ necessario che questi dati finiscano in una banca dati con determinati scopi, come la ludopatia e la prevenzione del riciclaggio. L’assenza di dati non è una garanzia per la persona, ma per la criminalità organizzata. Il dato trattato con il rispetto della persona è un dato utile. Se vogliamo monitorare il gioco legale e impedire l’infiltrazione mafiosa è necessario che il monitoraggio venga sviluppato e i dati vengano acquisiti. Quello che fa Lottomatica è importantissimo, se si estendesse a tutte le scommesse raggiungeremmo un obiettivo straordinario. Vedremmo in pochi secondi quali sono i giocatori che effettivamente riciclano il denaro.

Per quanto riguarda il match fixing – ha chiarito Cafiero de Raho – posso dire che è un altro problema di grande importanza. Laddove le scommesse sono consentite su determinate categorie si finisce per consentire la frode nello sport e nelle scommesse. Le mafie spesso al fine di accrescere il consenso sociale tendono anche ad acquisire società sportive. Per questo quelle che partecipano alle categorie più basse vanno escluse dalle scommesse, per evitare rischi di manipolazione, questa è un’esigenza effettiva, non solo per il calcio. Per le competizioni di primo livello c’è di solito maggiore garanzia, mentre quando abbassiamo il livello il rischio si moltiplica.

Infine, con riferimento al numero che in percentuale viene indicato per evidenziare l’aumento del gioco illegale dovuto alla chiusura di quello legale, posso dire che questo è fornito sulla pura presunzione di quelli che sono indicatori rilevati attraverso indagini e altre forme di controllo. Sono dati che hanno un significato in quanto letti in modo presuntivo, ipotetico. Non abbiamo un dato chiaro. Sulla base dei rilevamenti si stima un aumento del 30% del gioco illegale dovuto alla chiusura di quello legale. Però non sono in grado di dare dei dettagli. Occorrerebbe l’istituzione di agenzie dedicate proprio allo scopo di controllo del gioco in Europa, per rilevare la presenza di quello illegale, soprattutto l’online, sarebbe significativo e importante per tutti. In Italia abbiamo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che svolge un lavoro straordinario”, ha concluso il procuratore.