“Doveva scaturire un coordinamento per quanto riguardava la normativa di gestione dei servizi di gioco pubblico, ma non è mai stata attivata e ci siamo trovati nella condizione, come Regioni, ad introdurre norme in maniera tale da riuscire a limitare le attività di offerta di gioco rispetto ai luoghi e le attività ritenute sensibili”. Luca Coletto (nella foto), assessore della Regione Umbria e delegato dalla Conferenza delle Regioni, è intervenuto oggi in audizione al Senato presso la Commissione di inchiesta sul gioco illegale per illustrare – in sostituzione del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – lo stato di fatto dell’Intesa Stato-Regioni sul riordino del settore.

“Per innalzare ulteriormente questa attività di monitoraggio è stato imposto dalle Regioni la formazione del personale di queste sale come forma di ulteriore controllo. Tutto questo per sensibilizzare sugli eventuali controlli. Le Regioni e gli Enti locali, così come da pronunce della magistratura, hanno tutto il diritto di muoversi in questo senso. Esclusi da questo monitoraggio sono i giochi online, e questo è indubbiamente una questione importante. Il canale online è un veicolo importante di offerta globale. Per questo andrebbe osservato con attenzione.

Le royalty incassate dallo Stato – ha detto Coletto- non sono sufficienti per coprire i costi sanitari per il trattamento delle patologie, e questa situazione va corretta. Altro mio personale suggerimento potrebbe essere quello di obbligare all’uso della tessera sanitaria per accedere ai servizi di gioco gestiti dallo Stato. Auspico anche una accelerazione per una norma nazionale base univoca e unitaria di norme sul gioco. Penso ad una unitaria gestione delle sale giochi. L’introduzione di obbligo del rispetto delle distanze dei luoghi sensibili deve tenere conto canche del gioco online. Penso anche a una pianificazione condivisa con le Regioni di una norma nazionale, con la possibilità per le stesse di declinare anche in modo più restrittivo qualora le condizioni lo richiedano”.

Il relazione alla possibilità di pensare ad una compartecipazione degli Enti Locali alle Entrate dal gioco (oggi di competenza statale), Coletto ha detto di ritenere che si possa attuare una ipotesi di questo tipo ma destinando le entrate solo al recupero di costi di monitoraggio e verifiche e alla cura dei giocatori patologici. Altra ipotesi l’introduzione di un fondo destinato a chi ha perso tutto a causa del gioco d’azzardo.

Nel rispondere ad alcune domande del senatore M5S, Giovanni Endrizzi, Coletto ha spiegato: “Credo che raccolta e offerta siano da monitorare e contenere entrambe. Abbiamo un aumento esponenziale. L’efficacia delle leggi? Va collegata ai dati raccolti dalle macchinette, che possono e devono essere nella disponibilità delle regioni e dei comuni, così si può fare un controllo dal punto di vista epidemiologico. L’efficacia della norma la vedi proprio dai dati raccolti. Reputo che vada fatto un monitoraggio incrociato e suggerisco anche che la norma nazionale possa e debba essere retroattiva in modo da unificare le limitazioni sul territorio. Rendere ubiquitarie le limitazioni con una legge nazionale sarebbe molto importante”.

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