UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria, per mitigare i fattori di rischio venuti in evidenza nel corso dell’emergenza pandemica, in particolare dando conto degli sviluppi a livello internazionale e nazionale e dell’ulteriore supporto dedicato ai destinatari degli obblighi antiriciclaggio, ha messo in atto una serie di interventi . E’ quanto ha evidenziato Claudio Clemente, direttore della Uif nel corso di una audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

Con riguardo al comparto dei giochi Clemente evidenzia che si “è registrata una complessiva contrazione delle segnalazioni (-11 per cento rispetto al 2019) attribuibile alle misure restrittive imposte per la gestione dell’emergenza. Il calo, come prevedibile, ha interessato gli operatori tradizionali dei comparti slot machine, videolotterye sale bingo, a fronte di un aumento di segnalazioni riferite al gioco online (+67 per cento).

Le difficoltà degli operatori abilitati hanno ampliato le opportunità di esercizio illegale o abusivo delle attività. Dall’analisi delle segnalazioni si rileva un forte inserimento della criminalità organizzata nelle operazioni sospette connesse con la fase pandemica: in ben 341 segnalazioni COVID sono presenti persone censite negli archivi della DNA come potenzialmente collegate alle associazioni mafiose“.

Clemente accenna anche alle modifiche apportate dal Decreto Semplificazione. “Sono state ampliate le forme di identità digitale consentite per l’identificazione a distanza. Si tratta di previsioni da valutare positivamente – ha detto in audizione-  perché consentono di operare in modo più agevole nel contesto delle attuali misure di distanziamento sociale; i rischi che esse inevitabilmente comportano vanno mitigati calibrando opportunamente le procedure e i controlli, per intercettare eventuali abusi da parte di utenti intenzionati a celare la propria reale identità. Occorre evitare che tali semplificazioni possano agevolare la distribuzione nel nostro Paese di servizi e strumenti di pagamento, anche accessori al gioco on line, che ostacolano o rendono artificiosamente più oneroso il tracciamento delle operazioni nell’ambito di indagini finanziarie o investigative”.