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“Per il contrasto alla ludopatia e il gioco d’azzardo dall’amministrazione solo melina”. Nuova lettera aperta al questore Antonio Pignataro, a firmarla sono il consigliere regionale Francesco Micucci e i consiglieri comunali del Pd Giulio Silenzi e Mirella Franco. Gli esponenti del Partito democratico tornano a parlare di sale slot e ludopatia lamentando un sostanziale immobilismo sul tema da parte della giunta nonostante le richieste dello stesso Questore alla giunta di relazionare sul regolamento in vigore.

Nella lettera aperta – si legge su cronachemaceratesi.it – i democratici ripercorrono gli atti prodotti dal Comune, a partire dalla delibera 323 del 2018 che aveva posto alcuni criteri interpretativi sul calcolo della distanza minima delle sale slot dai luoghi sensibili, delibera contestata dal Tar dopo che il privato aveva fatto ricorso perchè proprio la questura aveva negato la licenza. E il capogruppo del Pd alza i toni e parla addirittura di «presa in giro da parte della giunta e dell’amministrazione alla cittadinanza e alla questura stessa».

I riferimenti sono al carteggio intercorso fra Comune e Questura: a giugno dagli uffici della Questura si chiedono delucidazioni, in particolare se il regolamento del 2004 è in vigore o se nel frattempo ci siano state deroghe. A luglio, dopo un mese, risponde il dirigente all’Urbanistica che però non risponde nel merito.

«E’ insopportabile la passività dell’amministrazione comunale nel contrasto al gioco d’azzardo – ha commentato Silenzi – in una città come Civitanova che registra il vergognoso primato nazionale per spesa pro capite e per numero di apparecchi dedicati al gioco d’azzardo. Una piaga che crea sofferenze e drammi nascosti fino alle scelte per alcuni irreversibili di togliersi la vita, episodi non lontani da noi e avvenuti anche a Civitanova. Alla richiesta della questura di giugno, si risponde solo dopo un mese e a replicare è il dirigente all’urbanistica che mai si era occupato di questo argomento e garantendo che il regolamento si sarebbe portato quanto prima in consiglio comunale. Oltretutto non risponde alle domande e nei Consigli comunali che si sono svolti da luglio ad oggi non è stato inserito all’ordine del giorno il regolamento sul gioco d’azzardo».

Silenzi accusa l’amministrazione di far proprio il punto di vista dei privati: «è il Tar stesso che nel rispondere al ricorrente sottolinea come l’amministrazione comunale non abbia applicato la legge regionale e di fatto abbia favorito il privato, così è scritto nella sentenza che dà ragione alla questura sul diniego di una nuova licenza di sala giochi che per il comune invece poteva essere rilasciata».

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