“L’ordinanza firmata oggi dal presidente Zingaretti consente la ripresa di molte attività che erano ancora ferme (vedi i circoli ricreativi) e rende pubbliche le linee guida di molte strutture che riapriranno nei prossimi giorni, come i parchi tematici e di divertimento per fare un esempio. Facciamo quindi un altro importante passo avanti verso una piena ripartenza delle attività nel nostro territorio. Una ripartenza che deve però essere sempre accompagnata dalla cautela e dall’attenzione massima che ha contraddistinto i comportamenti in tutti questi mesi. Continuiamo a seguire i principi di prudenza e responsabilità individuale indispensabili per proteggere la salute di tutti e le cose potranno solo andare bene.”

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Così l’assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione della Regione Lazio, Paolo Orneli commentando l’ordinanza.

Così il Lazio si allinea ad altre Regioni sulle riaperture, in modo da rendere sempre più assurdo l’ostracismo verso le attività di gioco, molte delle quali, in forma analoga ma in maniera meno ‘specialistica’, ora potranno essere svolte all’interno delle attività riaperte. Pensiamo infatti ai circoli ricreativi dove, nel rispetto del protocolli di sicurezza, potranno essere utilizzati gli apparecchi da intrattenimento, soprattutto i cosiddetti ‘meccanici’, ancora out nei bar. Pensiamo alle sale giochi nei luna park e alle aree gioco. Pensiamo alle tombolate nei circoli per anziani.

A proposito di quest’ultimo gioco, nei giorni scorsi, qualcuno ha ipotizzato che la prudenza mostrata dal governo e dalla task force dei tecnici nel valutare la riapertura delle quasi 300 sale Bingo nel paese sia legata alla tipologia degli avventori, ovvero per lo più ultra sessantenni e quindi potenzialmente più soggetti al rischio di ammalarsi di Coronavirus.

Senza poi considerare che in certi circoli, come è noto, si può scommettere, ovviamente non attraverso i circuiti autorizzati dall’ADM, o perfino giocare a poker, in modalità sportiva.

La decisione di aprire i centri sociali, tra cui i tantissimi centri per azioni, dall’Emilia Romagna alla Campania, è la dimostrazione che non è certo questa la ragione che impedisce all’Esecutivo di intraprendere quello che si può definire un atto di responsabilità.

Se infatti la cautela è garanzia di sicurezza per i cittadini, la responsabilità va mostrata anche nei confronti delle 1.600 aziende del gioco legale del Lazio ancora lasciate nel limbo ‘dell’indecisione’, e di tutte quelle dell’Italia intera. mc