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In consiglio comunale a Cesena si è parlato anche di gioco d’azzardo, nello specifico della delocalizzazione dell’Hippobingo. Claudio Capponcini, capogruppo del M5S ha parlato di una manovra elusiva della legge, (che impone una distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili, quali ad esempio le scuole) con lo spostamento dell’ingresso principale della struttura.

Ha risposto – si legge su cesenatoday.it – l’assessore all’urbanistica Cristina Mazzoni: “La Società Hippogroup Cesenate S.P.A. gestisce – in forza di contratto di concessione, sottoscritto in data 9 marzo 2016 con il Comune di Cesena proprietario dell’immobile, a seguito di procedimento di evidenza pubblica – il compendio immobiliare denominato Ippodromo di Cesena che include, oltre all’ippodromo stesso, attività complementari quali piscina, ristoranti e club privato. Il contratto si è posto in continuità con la precedente gestione, risalente ad alcuni decenni precedenti. Dal 2002 la società è titolare inoltre di licenza governativa per il gioco del Bingo che viene esercitato in un immobile autonomo rispetto a quello destinato alle corse al trotto, compreso entro lo stesso compendio.

La Società ha presentato in data 19 aprile 2019 la richiesta di ampliare e sistemare a proprie spese l’esistente viabilità interna al complesso che ha accesso carrabile da piazzale Dario Ambrosini, in modo da raggiungere l’ingresso dell’immobile in cui ha sede l’Hippobingo senza interferenze con l’ingresso di siti valutati sensibili ai sensi della Legge regionale n. 5/2013.

Alla messa in esercizio di tale viabilità, in assenza di cancelli e sbarre quindi pubblica a tutti gli effetti, corrisponderà la chiusura della via Ambrosini mediante la creazione di una rotatoria. Tale chiusura determina l’interruzione del percorso diretto che conduce all’ingresso del Bingo.

La richiesta di natura edilizia – ha spiegato l’assessore – è stata esaminata dai vari Servizi del Comune competenti per materia, dalla Polizia Municipale e dalla Questura per gli aspetti di specifico interesse e non sono stati ravvisati elementi di contrasto con norme e con il contratto di concessione in essere. Polizia Locale e Questura, in particolare, hanno rilevato il rispetto delle distanze di almeno 500 metri fra l’ingresso della sala gioco ed i luoghi sensibili individuati dalla mappatura comunale, utilizzando le modalità di misurazione previste dalla norma regionale (che ha appunto la finalità di allontanare l’accesso delle sale scommesse da luoghi considerati sensibili, evitando così situazioni di potenziale commistione), ovvero da porta a porta lungo il percorso pedonale più breve. Il titolo autorizzativo necessario a realizzare l’intervento non è ancora stato rilasciato, in attesa del perfezionamento della documentazione da parte della ditta richiedente.

Crediamo sia chiaro a tutti che su tali tipi di procedure non sussiste una discrezionalità amministrativa, che lascia quindi margini o spazio di valutazione all’amministrazione interpellata, svolgendo, invece, la stessa il proprio compito sotto un profilo di ordine tecnico. In altri termini, e per essere ancora più chiari: o si tratta di una richiesta non supportata dalle vigenti disposizioni in materia, ed allora è certamente da rigettare, o diversamente la stessa risulta conforme ai parametri di legge e quindi, svolte la valutazioni tecniche del caso, è da accogliere secondo gli ordinari iter amministrativi. Un diverso atteggiamento esporrebbe l’ente ad eventuali, ma fondati, rischi risarcitori che, credo, nessuno voglia in alcun modo mettere in conto”.

Ha rimarcato Mazzoni: “Si rigetta, quindi, il richiamo, effettuato in sede d’interpellanza, all’atteggiamento maliziosamente elusivo, concetto che non può essere tollerato da un’Amministrazione che vuole fare della legalità, della correttezza amministrativa e della trasparenza canoni di operatività quotidiana.

Infine si precisa, – ha concluso l’assessore – che in precedenza la Società aveva presentato una comunicazione di inizio lavori asseverata per la realizzazione di alcune opere tese a spostare l’accesso alla sala giochi da via Ambrosini a via Cattolica. L’intervento prospettato non è mai stato realizzato in quanto la pratica – inizialmente sospesa per la necessità di integrazione progettuale – è stata archiviata su richiesta della società proponente”.

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