Non voglio confrontarmi con le lobby dell’azzardo, me ne frego dei soldi delle sponsorizzazioni. E’ quanto detto e ripetuto in questi giorni dal vicepremier Luigi Di Maio che, secondo quanto lamentano gli operatori del gioco pubblico, continua a rifiutare il confronto sui temi e i provvedimenti contenuti nel Decreto Dignità, primo tra tutti il divieto di pubblicità sul gioco.

Ma le lobby, anche quando sono portari di interessi come Confindustria, evidentemente non sono tutte uguali. Tanto meno lo è l’associazione a tutela dei diritti dei cittadini che detengono e usano legittimamente armi con la quale il ministro Salvini ha firmato un documento di impegno pubblico in loro difesa. Come gli stessi dichiaravano nel febbraio scorso firmò il documento che lo impegna, nei confronti dei rappresentanti della lobby delle armi, a consultare il Comitato Direttiva 477 ogni volta che arrivano in discussione in Parlamento provvedimenti sulle armi.

Il Comitato Direttiva 477, come spiegato dal suo presidente Giulio Magnani, è “un’associazione che tutela i privati cittadini che hanno armi da fuoco. Si tratta delle più importanti sigle dei fabbricanti di armi, un settore che vale più o meno lo 0,7 per cento del Pil, coinvolgendo, tra indotto e produzione, 2.500 imprese e 92mila occupati e si rivolge a 1,3 milioni di titolari di licenza. Al punto 8 del documento, il ministro dell’Interno si è impegnato in modo vincolante “a tutelare prioritariamente il diritto dei cittadini vittime di reati a non essere perseguiti e danneggiati (anche economicamente ) dallo Stato e dai loro stessi aggressori”.

Leggi il documento di impegno a questo link

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