casinò
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(Jamma) Se in Sicilia da anni si assiste ad una vera e proprio battaglia per l’apertura di un casinò, tre isole greche hanno deciso di attivarsi contro lo Stato che ha deciso di istallare proprio in quei tre territorio tre nuove case da gioco. Le amministrazioni di Santorini e Creta hanno espresso opposizione al piano del governo per consentire la costruzione di tre nuovi casinò su tre isole. La decisione è arrivata dopo che il Sindaco di Mykonos, la terza isola greca menzionata come parte del piano, ha inviato una lettera al Primo Ministro greco Alexis Tsipras per esprimere il suo disappunto rispetto alla  proposta.

Se venissero approvate le disposizioni di un progetto di legge del governo attualmente in discussione si consentirebbe la ricollocazione di sei casinò terrestri esistenti e la costruzione di tre nuovi casinò sulle suddette tre isole.

Tuttavia, i promotorio di queste proposte sono stati fortemente contestati dai funzionari di tutte e tre le isole . Sostengono infatti che un casinò cambierebbe il carattere delle isole e porterebbe un pubblico diverso. In una lettera al consiglio locale, il sindaco di Santorini, Nikos Zorzos, ha affermato che la sua isola non ha bisogno di investimenti di questo tipo. Ha inoltre sottolineato che la costruzione di un casinò avrebbe  conseguenze irreparabili sulla economia, la cultura e la struttura sociale dell’isola .

Anche gli amministratori di Creta si sono opposti e si sono preparati ad azioni decisi contro il governo. La stampa locale riferisce che il ministero delle finanze greco potrebbe essere pronto a scendere a compromessi e presentare un emendamento all’attuale proposta di legge che consentirebbe ai futuri casinò di Mykonos e Santorini di operare stagionalmente (da marzo a ottobre) anziché per tutto l’anno il giro.

L’emendamento mirerà a ridurre l’opposizione alla proposta che, va detto, è finalizzata ad incrementare le casse dello Stato.

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