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CASINO’ – “A stupirci e preoccuparci è l’assoluta mancanza di iniziative degne di nota da parte dell’Amministrazione Comunale, assenza ancor più grave se considerata la doppia veste ricoperta dalla stessa, quella di proprietaria della Casa da Gioco e relativa struttura (nonché detentrice dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività) e quella di rappresentante politica dell’intera Comunità.

Il reclamo presentato presso la Corte d’Appello di Milano, pur legittimo, appare tuttavia come un filo troppo sottile al quale appendere il grande peso del destino di tutto il paese. D’altro canto poi, lo stesso reclamo, unito alle dichiarazioni infelici dei giorni scorsi del primo cittadino, sembrano aver indispettito e allontanato le Istituzioni, precludendo ulteriormente quel dialogo di cui noi tutti avremmo bisogno e che questa Amministrazione sembra non essere in grado di sostenere, per assenza di relazioni o forse per mancanza di rappresentatività”. Così in una nota il sindacato Rsu di Campione d’Italia.

“Il Governo e la Politica in generale hanno in un primo momento latitato, con un “silenzio assordante” che ha lasciato sgomenti tutti i lavoratori e cittadini campionesi. Un’intera comunità priva della fonte principale di sostentamento non merita attenzione? Pur nella consapevolezza dell’impopolarità del settore gaming, i lavoratori non meritano rispetto in quanto tali? Successivamente sono cominciati ad arrivare i primi segnali dalle varie componenti politiche ed istituzionali, che hanno avuto modo in più occasioni di chiarire come in realtà l’attenzione al problema sia massima, ma che la complessità dello stesso necessiti di un lavoro interministeriale dai tempi lunghi ma tale da dare poi come frutto soluzioni definitive. Prendiamo atto di tali dichiarazioni e attendiamo con fiducia la convocazione del Ministero al fine di offrire il nostro contributo alla riapertura del Casinò nel minor tempo possibile”.

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