Più tempo per predisporre il piano economico e finanziario a supporto della richiesta di ammissione al concordato preventivo, procedura consensuale, alternativa al fallimento della Casinò Campione d’Italia, è stato chiesto dalla Procura di Como e al vaglio del giudici fallimentari del Tribunale lariano. È la richiesta formalizzata in mattinata al giudice delegato Marco Mancini dal legale della società di gestione della casa da gioco dell’enclave. A supporto dell’istanza, la Casinò Campione d’Italia ha presentato le linee guida relative al piano di ristrutturazione del debito quantificato dagli stessi giudici fallimentari in 130 milioni di euro.

Nel frattempo, i curatori fallimentari hanno riconsegnato la casa da gioco alla Casinò Campione d’Italia. Nei giorni scorsi la curatela (Elisabetta Brugnani e Giulia Pusterla) ha trasmesso al Tribunale di Como il rendiconto della gestione della casa da gioco. Dal 27 luglio 2018 allo scorso 4 gennaio le uscite sono state pari a 2 milioni e 389 mila euro: 716 mila euro il compenso ai curatori fallimentari e 714 mila euro al personale dipendente. Duecentocinquanta mila euro di Tasi (tassa incassata dal Comune). Le entrate sono state di 7,999 milioni di euro, fra soldi in banca e crediti incassati. Quasi cinque milioni e mezzo di euro i soldi rimasti in cassa. Somma che la Procura di Como aveva chiesto di porre sotto sequestro. Richiesta respinta dai giudici fallimentari.

E’ quanto si legge su laregione.ch