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(Jamma) “Esiste una percezione nell’opinione pubblica che considera la tassazione sui tabacchi, giochi e una parte di accise particolare come una non tassazione. Molti parlamentari pensano addirittura che alzando le tasse si riduca la ludopatia, e lo spesso pensano moltissimi italiani”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, durante il seminario ‘Certezza fiscale e regolatoria, un calendario della crescita per l’Italia’ organizzato dalla fondazione Magna Carta.

“Queste teorie sono decadute perchè è stato dimostrato che non hanno alcun successo. Potrebbero forse funzionare se tutti i Paesi le applicassero. Il tema è di carattere culturale, noi abbiamo un momento di campagna elettorale sul tema fiscale che sembra condiviso: bisogna diminuire le tasse. Il sistema economico è completamente diverso rispetto a 20 anni. L’economia digitale ha cambiato i rapporti e il modo di fare economica. Pensiamo ai colossi del digitale, queste aziende non pagano una tassa del 20% , ma dell’1%. Non so fino a quando potremo andare avanti in questo modo. Come può essere affrontato il tema se non guardando al futuro. “È necessaria un’azione di programmazione e certezza fiscale, un calendario fiscale appunto, che porti si a ridurre le tasse ma anche ad affrontare quelle anomalie che per esempio si osservano nel settore del tabacco. Un mondo che produce lavoro e fa muovere l’economia e che necessita di maggiore certezza regolatoria, invece di favorire aziende e sistemi anche moderni ma che non pagano le tasse” conclude Casero.

Il senso dell’incontro che si tenuto oggi presso la Luiss lo ha dato lo stesso padrone di casa,Gaetano Quagliariello, il quale sul fisco ha proposto tre obiettivi, tutti e tre irrinunciabili. Punto primo, una vera pianificazione fiscale, del tipo, quando si paga e chi deve pagare. Secondo, una semplificazione fiscale su larga scala, poche tasse ma sicure perché più sono i balzelli, più è difficile adempiere alle scadenze e, alla fine, difficile incassare per lo Stato. Terzo, basta con le tasse spot, i cosiddetti rimedi facili. Sigarette e giochi, che tramite l’aumento delle accise fruttano allo Stato risorse sicure e immediate. Nello studio si riporta, esplicitamente, che per essere efficace, tuttavia, lo sviluppo dello stato di diritto richiede chiarezza delle regole del gioco e una base adeguata per la loro valutazione e misurazione.

Uno studio diffuso nel corso dell’incontro cita infatti l’esempio della tassazione sui tabacchi. Da sempre considerati al pari di un bancomat per lo Stato. Eppure, sulle sigarette, il legislatore pare aver sballato i conti. A inizio 2017 infatti il tesoro aveva programmato di incassare circa 11 miliardi di euro, per poi inasprire ancora il prelievo per un totale di 85 milioni. Ma qualcosa è andato storto, e in occasione dell’ultima manovra di bilancio, il Senato ha certificato un calo del gettito di 1 miliardo. Per il 2018 invece lo Stato si aspetta un gettito di 10,7 miliardi, cifra comunque al di sotto delle stime. Ma allora perché aumentare le imposte su un mercato che non rende quanto si spera, anche perché tra restrizioni e limiti è calato nell’ultimo anno del 3,8%, evitando forme di schizofrenia fiscale?

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