È stato approvato ieri, in consiglo comunale, il Regolamento per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico a Canicattì (AG).

Il regolamento prevede, tra l’altro, l’istituzione di un gruppo di lavoro costituito da professionisti del SERT e assistenti sociali del Comune; la riduzione delle ore di apertura delle attività di gioco d’azzardo; incentivazioni per gli esercenti che rinunciano alle attività di gioco d’azzardo mediante l’emanazione di una tariffa agevolata sui tributi locali; la previsione di un giorno di chiusura assoluta, delle attività di gioco d’azzardo, ogni primo giorno del mese (giorno di erogazione delle pensioni in cui si registra una maggiore presenza di giocatori); la distanza minima di 300 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili, strutture operanti in ambito sanitario o socio assistenziale (ospedali, ambulatori, case di cura ecc.) oltre a strutture ricettive e strutture ricettive per categorie protette, giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati, sportelli bancari, postali o bancomat. Tale obbligo non sussiste per le attività già esistenti all’entrata in vigore del suddetto regolamento.

Gli orari di esercizio delle attività saranno determinati dal sindaco, sono previste sanzioni amministrative per eventuali violazioni che vanno da 25,00 €. a 500,00 oltre alla chiusura dell’esercizio commerciale del locale fino a 15 gg. La reiterazione delle violazioni nell’arco di 3 anni, prevede una progressione delle sanzioni: per una violazione ci sarà un giorno di chiusura attività, per due violazioni cinque giorni di chiusura, per tre violazioni un mese di chiusura, per quattro un anno di chiusura dell’attività e la revoca della licenza di esercizio.

“Dobbiamo contrastare in tutti i modi consentiti questeforme di gioco compulsivo che danneggiano sia i bilanci delle famiglie che la serenità al loro interno – ha dichiarato il sindaco Ettore Di Ventura – Bisogna aiutare questi malati a guarire dalla compulsione e le loro famiglie ad uscire da questo incubo”.