Il comparto delle Sale Bingo in Italia al centro di un’audizione che si è tenuta oggi in Commissione Finanze del Senato. Emmanuele Cangianelli, in rappresentanza della Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EGP-Fipe), ha evidenziato le criticità che stanno affrontando le imprese del settore alla luce dell’emergenza COVID.

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L’analisi dettagliata e puntuale presentata ai membri della Commissione parte da una serie di considerazioni sulle caratteristiche delle 200 sale dislocate sull’intero territorio nazionale a cui fanno capo circa 25.000 lavoratori. Cangianelli ha sottolineato come “le Sale abbiano una struttura economica caratterizzata da elevato numero di dipendenti dedicati al rapporto con il pubblico) e da forti investimenti negli spazi e nelle tecnologie di gioco che determinano costi fissi oramai da anni non più sostenibili per i concessionari, che nella maggior parte dei casi sono piccole e medie imprese. ”

Mancanza di un quadro regolatorio certo e progressiva riduzione della marginalità dalla gestione degli apparecchi da intrattenimento che, in una fase iniziale, è servita proprio a coprire le perdite della gestione del gioco del Bingo, sono solo parte delle cause di una crisi che si protrae ormai da anni.

L’emergenza COVID, la chiusura,nella primavera scorso, delle Sale per oltre 100 giorni, e i nuovi lockdown fanno stimare, a consuntivo 2020, perdite fino al 70%. Senza interventi regolatòri, ha ricordato Cangianelli, la crisi non può essere affrontata e i suoi effetti evitati. Tra questi la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Tra le proposte avanzate dall’associazione per affrontare l’emergenza una rimodulazione del decreto Ristori che garantisca tutti i lavoratori,compresi quelli assunti recentemente. Quindi una proroga tecnica di almeno 36 mesi delle concessioni, come valutata dal Direttore Generale di ADM, a partire dal 1° gennaio 2021 per realizzare il riordino del modello distributivo dei giochi pubblici. Ancora una sospensione, fino al definitivo superamento dell’emergenza sanitaria, i canoni di proroga del Bingo, come sostegno diretto alla continuità delle sale.

Il rappresentante di EGP ha prospettato anche una serie di interventi sulle regole tecniche e gestionali del prodotto Bingo tra cui una riduzione della percentuale di prelievo erariale a favore dei montepremi, per compensare gli effetti sui premi Bingo della ridotta presenza delle persone in sala, una revisione del meccanismo dei prelievi sulla raccolta e sulle vincite degli apparecchi da intrattenimento e la sostituzione dell’utilizzo della tessera sanitaria per l’attivazione delle Videolotteries nelle sale (il cui accesso è vietato ai minori) con un più efficace controllo obbligatorio di un documento di identità.