Per il sindaco di Candelo (BI), Paolo Gelone, la distanza minima di 500 metri tra le slot machine e i punti sensibili (scuole, impianti sportivi, banche o centri anziani) inserita nella legge regionale 9 del 2016 non risolve il problema. “Lo sposta soltanto, perché chi non può aprire l’attività vicino alle scuole lo farà altrove e i giocatori andranno là”. A Candelo tra il 2016 e il 2017 la giocata pro capite è salita. “La distanza, quindi, non è un deterrente efficace” ha aggiunto.

Il Comune non ha potuto ostacolare l’apertura di una sala giochi vicino ad una farmacia – si legge su lastampa.it – “perché per assurdo la farmacia non è considerata un luogo sensibile, per l’apertura erano presenti tutti i requisiti di legge e l’autorizzazione per le videolottery (Vlt) è stata rilasciata dalla questura. Nemmeno la vicina casa dell’autismo rientra tra i luoghi sensibili perché è privata e i ragazzi che la frequentano sono accompagnati da adulti”, dice Gelone.

Alla richiesta del gruppo di minoranza Candelo per tutti di prendere una posizione sulla proposta di una parte della maggioranza in Regione di modificare la legge eliminando la retroattività del «distanziometro», dato che alcuni sindaci del Biellese si sono già dichiarati contrari alla modifica, Gelone risponde che non c’è bisogno di sollecito: anche Candelo ha aderito all’iniziativa di Avviso Pubblico e Libera Biella e all’incontro di gennaio.

«Ho realizzato anch’io un video il 30 gennaio, in cui dichiaro necessaria la lotta al gap, ma non l’ho ancora pubblicato sui social come hanno fatto altri perché non vorrei che fosse solo uno scontro politico – dice Gelone -. Vorrei che si lottasse davvero contro il gap, sono contrario al fatto che qualcuno tragga vantaggio a scapito della salute dei cittadini. Il paradosso è che in Italia da una parte si stanziano fondi per combatterlo, dall’altra si fanno spot pubblicitari sul gioco a cui ormai si può accedere anche dallo smartphone».