Distanze minime dai luoghi sensibili per slot ma anche apparecchi di puro intrattenimento come videogiochi e giochi per bambini e limiti orari decisi dai Comuni. Sono alcune delle disposizioni previste dalla proposta di legge presentata in Consiglio Regionale.

La proposta di regolamentazione delle attività di gioco nel territorio della Regione Campania parte da un ennesimo errore, quello di equiparare macchine da gioco a vincita limitata ad apparecchi di puro intrattenimento, come nel caso dei videogiochi.

Il Gruppo del Mivimento Cinque Stelle in Campania rilancia la proposta di normare il settore con una serie di disposizioni che denotano, ancora una volta, l’assoluta ‘distanza’ di taluni amministratori e rappresentanti degli enti locali, rispetto alla materia.

I consiglieri Valeria Ciarambino,Vincenzo Viglione, Luigi Cirillo, Michele Cammarano, Tommaso Malerba, Maria Muscarà e Gennaro Saiello, tutti del M5S, hanno depositato il testo di una pdl a dir poco discutibile.

Distanze minime

L’esercizio delle nuove sale da gioco, di nuovi spazi per il gioco lecito, dei centri scommesse nonché l’istallazione di nuovi apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, comma 6 e 7, del Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773 è soggetto  all’autorizzazione del sindaco del Comune territorialmentecompetente. L’autorizzazione viene concessa per cinque anni e può essere rinnovata, previa richiesta presentata entro la scadenza, nel rispetto delle disposizioni previste dalla proposta in oggetto. Per tutelare le categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e prevenire le forme di dipendenza patologica dal gioco d’azzardo, è vietata l’apertura di centri di scommesse, di sale da gioco e spazi per il gioco lecito, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, comma 6 e 7 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, all’intemo e all’esterno dei centri abitati, negli spazi situati ad una distanza inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, ivi comprese le scuole dell’infanzia e nidi, centri di formazione, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, impianti sportivi, ospedali e strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, istituti di credito e sportelli bancari, stazioni ferroviarie ed esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati. I  comuni, ciascuno per il territorio di propria competenza, provvedono redigere e aggiornare l’elenco delle aree sensibili e localizzano le stesse mediante inserimento dei dati attraverso il Geo Portale Sistema informativo territoriale della Campania (ITER).

Fermo restando le competenze dello Stato e delle forze dell’ordine, spetta al Comune l’attività di controllo, tramite la Polizia locale, sulle distanze dei locali e delle aree sensibili, sul rispetto delle fasce orarie e l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Limitazioni orarie per slot e videogiochi 

“In aggiunta alle limitazioni orarie disposte dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli per gli apparecchi da gioco con funzionamento subordinato al collegamento a un sistema di elaborazione della rete, i comuni, per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica, nonché di circolazione stradale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, dispongono limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite gli apparecchi di cuiall’articolo 110, comma 6 e 7 del R. D. n.773/1931, per una durata non inferiore a sei ore distribuite nell’arco dell’orario di apertura previsto in diverse fasce orarie, all’interno delle sale da gioco, degli esercizi pubblici ecommerciali, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici od aperti al pubblico”, si legge nella proposta di legge.

Per gli esercizi esistenti adeguamento al distanziometro entro tre anni

Gli esercizi già autorizzati  si adeguano alle nuove disposizioni relative alle distanze minime dai luoghi sensibili entro il termine massimo di tre anni. E’ quanto prevede la proposta dei Cinque Stelle. Gli esercenti in questione predispongono anche, entro sei mesi , un piano di intervento aziendale in grado di documentare il rischio di gioco d’azzardo all’interno del proprio locale e indicano le misure adottate per assolvere agli obblighi previsti dalla legge.  I gestori sono tenuti a presentare all’ASL territorialmente competente richiesta di partecipazione al primo corso di formazione utile per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Adottano, altresì,ogni misura utile ad implementare il raccordo con le strutture di intervento socio-sanitario del proprio territorio, qualora si manifestino negli utenti condizioni di criticità riconducibili al disturbo da gioco d’azzardo.

 

Relazione descrittiva

La presente proposta di legge intende dotare la Regione Campania di un quadro normativo organico per la prevenzione e il contrasto del Disturbo da gioco D’azzardo (DGA), nella consapevolezza delle preoccupanti conseguenze sociali dell’offerta di giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli in grado di generare dipendenza patologica. La proposta persegue finalità di carattere sociale e sanitario, rientranti nella materia di legislazione regionale residuale delle politiche sociali e concorrente della tutela della salute ex articolo 117, terzo comma della Costituzione. Il DGA rappresenta, infatti, un grave problema di salute pubblica con conseguenze dirette per l’individuo coinvolto e per i suoi familiari, che generano problemi finanziari e disturbi di natura antisociale, con il rischio elevato di entrare in contatto con organizzazioni criminali del gioco illegale e soprattutto con quelle dell’usura. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito di classificare la dipendenza da gioco come disturbo della salute nel progetto dell’11a revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) pubblicata nel 2018. La denominazione Gioco d’azzardo patologico (GAP) con il DSM-5 (Diagnostic statistical manual of mental disorder 2013), è stata sostituita con quella di Disturbo da gioco d’azzardo (DGA), passando dalla collocazione nella categoria dei disturbi del controllo degli impulsi del DSM IV, in quella dei disturbi correlati a sostanze e disturbi di addiction, quale dipendenza comportamentale. Lo stesso DSM-5, ha ratificato formalmente la dipendenza comportamentale come entità clinica e neurobiologica, con conseguenze sanitarie e sociali gravi, che necessita di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. La rilevazione delle attività di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, è stata inserita nel 2017, accanto agli altri indicatori già da tempo attivi sul Sistema Informativo Dipendenze (SID), tra gli adempimenti LEA. In Campania i cittadini affetti da DGA in carico presso i servizi ASL risultano in continuo aumento nel corso degli ultimi anni: sono oltre 1.500 i cittadini in carico al 31/12/2017 e l’aumento registrato per ciascun anno è pari al 40% rispetto all’anno precedente. La Campania risulta ai primi posti tra le regioni italiane per numero di sale scommesse e di apparecchi attivi, con un fatturato di quasi 10 miliardi annui, su un fatturato annuo nazionale per il 2017 di circa 100 miliardi di euro ed è, altresì, prima per numero di minori coinvolti nella pratica del gioco d’azzardo (Ricerca Nomisma). In Campania, il 57,8% degli studenti è interessato dal fenomeno contro una media nazionale pari al 47,1%. Secondo i dati, pubblicati sul “libro blu” dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams) e nelle inchieste di Visul Lab, nel 2017 i cittadini della regione hanno speso complessivamente 7.590.734.102,55 euro in scommesse virtuali o sportive, lotto e giochi on line. Mediamente ogni abitante ha sborsato circa 1.300 euro. Una cifra che proietta la Campania al quarto posto nella classifica nazionale per le spese pro capite dedicate al gioco d’azzardo e al terzo posto per quanto riguarda le spese assolute. Alla luce di tali dati, che attestano il costante aumento del fenomeno, appare indispensabile dotare la Campania di strumenti organici per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio di disturbo da gioco d’azzardo patologico, prestando particolare attenzione alla tutela dei giovani e alle attività di supporto alle famiglie dei soggetti affetti da DGA. La proposta, è elaborata all’interno di un contesto giuridico-normativo già tracciato a livello nazionale, nei diversi ambiti, che punta a contrastare il disturbo ma anche la marginalità e la vulnerabilità economica, culturale e valoriale ad esso connessa. Il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87 Disposizioni urgentiper la dignità dei lavoratori e delle imprese, convcrtito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96, ha previsto il divieto di ogni forma di pubblicità al gioco d’azzardo, con un periodo transitorio di un anno per i contratti in essere, e l’adozione del logo “No Slot” per individuare gli esercizi commerciali virtuosi che hanno scelto di non dotarsi di apparecchi per il gioco d’azzardo. La Corte Costituzionale con le sentenze 10 novembre 2011, n. 300, eli maggio 2017, n. 108, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale delle norme regionali che vietano il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco e l’installazione di apparecchi da gioco nel caso di ubicazione nei luoghi sensibili. Tale potestà regionale è stata riconosciuta anche nell’intesa sancita dalla Conferenza Unificata il 7 settembre 2017, che ha individuato le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico, con l’obiettivo di ridurre i punti gioco nel territorio nazionale, facendo salve le disposizioni adottate dalle Regioni ai fini della prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Nella medesima dirczione, il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4867 dell’8 agosto 2018, ha giudicato legittime le disposizioni comunali sulle limitazioni orarie all’esercizio del gioco. Con legge regionale n. 5 del 6 maggio 2013, la Campania istituiva l’Osservatorio Regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo al quale, la legge di stabilità 2016, attribuiva il compito di redigere un elenco degli esercizi che scelgono volontariamente di non dotarsi di apparecchi per il gioco o di eliminarli dai loro esercizi. Tali disposizioni, tuttavia, non hanno trovato attuazione non essendo mai stato costituito l’Osservatorio. Il Decreto del Commissario ad Acta Polimeni n. 99 del 22.09.2016 avente ad oggetto il “Piano regionale di Programmazione della Rete per l’Assistenza Territoriale 2016 – 2018.”, riporta i dati riguardanti la dimensione del fenomeno in Campania che possono certamente far comprendere la gravita di questa nuova dipendenza insidiosa e in costante aumento specie tra i giovani.. Il citato Piano, alla luce delle dimensioni e della valenza del problema, intende: realizzare una rete di assistenza che agisca adottando l’approccio integrato con presa in carico globale dell’assistito; prevedere che le attività garantite dai SER.D. (soprattutto accoglienza e consulenza) siano potenziate e qualificate realizzando ulteriori interventi personalizzati, diversificati e coordinati, per la prevenzione – cura e riabilitazione con possibilità di recupero delle persone affette da tale disturbo compulsivo. Con Decreto del Commissario ad Acta n.86 del 08.08.2016 è stato adottato il “Piano di Azione Regionale di contrasto alle Dipendenze Patologiche” mirato ad implementare le azioni di contrasto in particolare per la presa in carico e la cura delle persone affette da DGA. Il 6 dicembre 2017 è stata raggiunta l’Intesa Stato Regioni sulle “Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal Gioco d’Azzardo Patologico (GAP)”. L’articolo l, comma 946, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità dello Stato 2016) ha istituito presso il Ministero della salute il Fondo nazionale per il gioco d’azzardo patologico. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 18 ottobre 2018 ha dato parere positivo sul decreto che ripartisce il Fondo per il gioco d’azzardo patologico che assegna alla regione Campania la somma annua per il 2018 e 2019 di 4.655.102,79 euro. Con Decreto del Commissario ad acta n. 81 del 15.10.2018 è stato adottato il Piano Regionale di contrasto al gioco d’azzardo 2018-2019, elaborato dai competenti uffici regionali in attuazione delle disposizioni di cui al DM 06/10/2016, e approvato dal Ministero della Salute ai sensi dell’articolo l, comma 946, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016) e del D.M 6 ottobre 2016. Dai dati raccolti, emerge come il DGA investe soprattutto le fasce di popolazione che versano in condizioni di maggiore difficoltà economica e con una certa frequenza è associato all’uso di sostanze stupefacenti, all’abuso di alcool, alla co-morbilità psichiatrica e a pensieri sucidi. Frequenti sono i collegamenti tra il gioco d’azzardo e il mondo della criminalità organizzata, nell’ambito del gioco illecito e del ricorso all’usura. Per contribuire al successo del trattamento risulta fondamentale il coinvolgimento e il sostegno offerto alle famiglie del soggetto affetto dal disturbo patologico durante il percorso terapeutico e nella fase successiva di reinserimento. E’ evidente, dunque, come in una prospettiva lungimirante di medio periodo, un’effìcace politica di prevenzione e tutela del disturbo da gioco d’azzardo possa comportare notevoli risparmi per l’intero sistema sanitario regionale. Pertanto, le disposizioni proposte appaiono strumenti efficaci e quindi vantaggiosi anche dal punto di vista economico, per perseguire le finalità della legge. La proposta di legge si compone di quattro Capi e ventuno articoli. Capo I, Disposizioni generali. L’articolo l individua obietti e finalità della legge. L’articolo 2 indica i soggetti attuatori. L’articolo 3 precisa che gli interventi sono rivolti a tutta la popolazione e, in particolare ai soggetti affetti da disturbo da gioco d’azzardo, ai loro familiari e alle fasce più deboli e maggiormente esposte al rischio di incorrere nella dipendenza patologica da gioco d’azzardo. Capo II, Intervento regionale. L’articolo 4 elenca le competenze della Regione che garantisce la programmazione dell’atti vita di prevenzione e contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo attraverso il Piano regionale integrato per il contrasto del Disturbo da gioco d’azzardo e l’attività dell’Osservatorio regionale sul Gioco d’Azzardo. Istituisce, inoltre, un numero verde per le segnalazioni e le richieste di aiuto. L’articolo 5 prevede, nei limiti delle risorse stanziate, la concessione di un contributo straordinario pari all’importo parziale o totale dovuto ai fini IRA.P alle imprese che decidono volontariamente di disinstallare apparecchi da gioco. L’articolo 6 indica il contenuto del Piano regionale integrato per il contrasto del Disturbo da gioco d’azzardo. L’articolo 7 precisa le competenze delle Aziende sanitarie locali (AASSLL) che oltre a garantire la presa in carico e l’assistenza individualizzata per i soggetti affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo, approvano un programma annuale attuativo del Piano regionale, che include interventi di prevenzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo e un servizio di ascolto e consulenza. L’articolo 8 detta disposizioni per la formazione obbligatoria degli esercenti delle sale da gioco, centri scommesse o locali che abbiano installato nel loro esercizio apparecchi per il gioco d’azzardo, e per il personale operante presso tali locali. I corsi, organizzati dalla Regione in collaborazione con le AASSLL, sono incentrati anche sul riconoscimento dei sintomi “sentinella” delle forme patologiche del Disturbo da Gioco d’azzardo. L’articolo 9 prevede che la Regione sostenga le attività dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA). L’articolo 10 istituisce l’Osservatorio regionale sul Gioco d’Azzardo, integrato con esperti della materia, opera in collaborazione con l’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, di cui all’articolo l, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, istituito presso II Ministero della Salute. L’articolo 11 detta disposizioni per l’adozione del logo “No Slot- Campania” che viene rilasciato agli esercenti che decidono di non installare o di rimuovere nei pubblici esercizi apparecchi per il gioco d’azzardo. Capo III, Intervento locale. L’articolo 12 fissa le competenze dei comuni: per contenere l’impatto negativo delle attività connesse alla pratica del gioco d’azzardo patologico sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sul governo del territorio. Si prevede che l’autorizzazione non possa essere rilasciata, nel caso in cui il locale da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito si trovi ad una distanza inferiore al limite minimo di 500 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio- sanitario, strutture ricettive per categorie protette e luoghi di aggregazione. I comuni potranno individuare, altresì, ulteriori aree sensibili. L’articolo 13 detta disposizioni per l’adeguamento degli esercizi esistenti alla normativa regionale. L’articolo 14 prevede che i comuni debbano indicare limitazioni al gioco sull’orario di esercizio, prevedendo almeno sei ore di sospensione nell’arco della giornata. L’articolo 15 prevede che tutte le aree sensibili siano inserite in una mappa georeferenziata che permetta agli utenti e agli enti preposti al controllo un’agevole individuazione della complessiva situazione regionale. All’articolo 16 si prevedono le sanzioni am.ministrative per le violazioni delle disposizioni stabilite con la presente legge. L’articolo 17 demanda l’accertamento ed irrogazione delle sanzioni ai Comuni, tramite la polizia locale, vincolando i relativi proventi ad iniziative per la prevenzione e per il recupero dei soggetti affetti da disturbo patologico. Capo IV, Disposizioni finali. L’articolo 18 prevede la clausola valutativa demandando alla Giunta regionale, il compito di provvede ad inviare annualmente al Consiglio regionale un rapporto informativo sull’attuazione della legge e sui risultati da essa ottenuti nel prevenire e contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. L’articolo 19 contiene la norma finanziaria. L’articolo 20 indica espressamente le abrogazioni e prevede la clausola di salvaguardia. L’articolo 21 dispone l’entrata in vigore.

 

 

 

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