Il Governatore campano, Vincenzo De Luca, ha firmato una nuova ordinanza con la quale dispone nuove misure volte ad arginare la diffusione del virus.

E’ lui stesso a definirle “prime misure drastiche”, annunciate qualche giorno fa da una diretta Facebook nella quale De Luca prospettava una chiusura totale per la Campania, qualora la curva dei nuovi positivi non diminuisse.

Le misure varate oggi hanno efficacia immediata fino al 7 ottobre 2020 e prevedono che :

– l’esercizio e la fruizione delle attività connesse a Cinema, Teatri e Spettacoli dal vivo, Ristorazione e Bar, Wedding e Cerimonie, sono subordinati alla stretta osservanza dei protocolli;
– per tutti gli esercizi commerciali (ivi compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati), dalle ore 22,00 è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nonché di tenere in funzione distributori automatici. Resta consentita la somministrazione al banco, nel rispetto del distanziamento obbligatorio, nonché ai tavoli, purché nel rispetto dei Protocolli vigenti. Agli esercizi che non possano garantire dette misure è fatto obbligo di chiusura alle ore 22,00;
– dalle ore 22,00 alle ore 06, 00 è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali, nonché nelle aree prospicienti bar ed altri locali pubblici;
– resta sospesa l’attività di sagre e fiere e, in generale, ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione non si svolga in forma statica e con postazioni fisse.
Sono previste limitazioni anche per le cerimonie e restano confermate e prorogate fino al 7 ottobre 2020 le disposizioni di cui all’Ordinanza n.72 del 24 settembre 2020.
Non stentano a levarsi le preoccupazioni degli operatori. “Se il presidente De Luca dovesse confermare la decisione di chiudere nuovamente le attività commerciali ci sarà una mobilitazione generale -annuncia Confcommercio Campania-. Un provvedimento inaccettabile, un’ipotesi che va assolutamente scongiurata. Le serrate di marzo, i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, le difficoltà per ottenere prestiti dalle banche hanno segnato in modo incontrovertibile il destino economico di tante famiglie e messo in ginocchio attività che guardano con preoccupazione alle misure paventate dalla Regione. Nel caso in cui le condizioni sanitarie dovessero renderlo inevitabile bisognerà trovare strumenti di compensazione economica adeguati»