Il deputato del Gruppo Misto, Antonio Zennaro (nella foto) ha presentato un’interrogazione sul tema della criminalità organizzata a Pescara, dove vengono associate le sale scommesse al problema del riciclaggio di denaro.

Lo abbiamo quindi contattato per fare chiarezza sulle sue parole e avere notizie in merito all’esclusione delle attività di gioco dai finanziamenti e all’iter dell’emendamento al Dl Rilancio riguardante il fondo “salva sport” di cui è primo firmatario.

Lei è primo firmatario di un emendamento al Dl Rilancio che invece di alimentare il fondo cosiddetto “salva sport” attraverso una nuova tassa proveniente delle scommesse, chiede di prelevare fino al “31 dicembre 2021 una quota pari al 4% dei compensi annuali dei calciatori dei club di Serie A nonché una quota del 2% dei compensi degli agenti sportivi” a titolo di Contributo di Solidarietà per andare ad alimentare il fondo. A che punto è questa proposta?

“La proposta ha avuto parere negativo da parte del Governo. Trovo sia un errore, con un piccolo contributo, per un periodo di tempo limitato, derivante dallo stipendio dei calciatori di serie A potevano essere sostenute tante piccole associazioni dilettantistiche, evitando inoltre di mettere sotto sforzo il settore delle scommesse sportive, tutt’ora con migliaia di lavoratori in cassa integrazione sull’intero territorio nazionale”.

Può dirci qualcosa in merito all’esclusione delle imprese di gioco dai finanziamenti – compresi quelli a sostegno delle attività danneggiate dal Covid – per motivi etici?

“In Commissione Bilancio il Governo si è espresso contrariamente alla proposta presentata da uno dei partiti di opposizione. Presumo che sia per motivi etici, tuttavia al di là del settore, servirebbe un approfondimento sugli aiuti da parte del Governo favorendo chi assume e chi non licenzia”.

Qual è la sua posizione personale e del Gruppo Misto in materia di gioco pubblico?

“Personalmente sono a favore di un gioco regolamentato che rispetta le regole e paga le tasse in Italia, rispetto a tanti operatori stranieri che attraverso meccanismi elusivi aggirano il nostro fisco”.

Infine ci sono state delle polemiche in merito alla sua recente interrogazione sul tema della criminalità organizzata a Pescara, dove vengono associate le sale scommesse al problema del riciclaggio di denaro. Può spiegarci meglio cosa intendeva?

“Nella mia interrogazione al Ministero dell’Interno ho trattato vari temi legati all’emergenza della criminalità che interessa diversi quartieri della città di Pescara. Si tratta di problemi che vanno contestualizzati in aree con un elevato indice di criminalità ed attività illecite, tra cui il fenomeno del riciclaggio che avviene in gran parte tramite centri di scommesse clandestini. Non mi riferivo certamente a chi opera legalmente e nel rispetto della legge”.