La Commissione Finanze della Camera ha approvato la proposta di parere favorevole formulata dal relatore Davide Zanichelli (M5S) sullo “Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2021”.

Il relatore ha rammentato “che la disciplina legislativa generale in materia di lotterie è in larga parte contenuta nella legge 26 marzo 1990, n. 62, che ha novellato la legge 4 agosto 1955, n. 722, e che all’articolo 1 ha autorizzato, a decorrere dal 1990, l’effettuazione di un numero di lotterie nazionali fino ad un massimo di dodici ogni anno, nonché di una lotteria internazionale. Le manifestazioni da collegare alle lotterie autorizzate sono individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 15 dicembre di ogni anno, con effetto per l’anno successivo. Sullo schema di decreto sono sentite le competenti Commissioni parlamentari che devono esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta. In particolare il comma 3 dell’articolo 1 della legge n. 722 del 1955 stabilisce che, ai fini dell’individuazione delle lotterie nazionali, occorre tenere conto: della rilevanza nazionale o internazionale; del collegamento con fatti e rievocazioni storico-artistico-culturali e avvenimenti sportivi; della validità, della finalità e della continuità nel tempo dell’avvenimento abbinato; dell’equilibrata ripartizione geografica; della garanzia, mediante l’avvicendamento annuale, di lotterie per ogni gruppo di manifestazioni culturali, storiche, sportive e folcloristiche di rilevanza nazionale. La gestione e l’esercizio delle lotterie nazionali ad estrazione differita sono riservati, ai sensi dell’articolo 21, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2009, al Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ora Agenzia delle dogane e dei monopoli, che vi provvede direttamente ovvero mediante una società a totale partecipazione pubblica. A partire dalla Lotteria Italia 2010, la gestione delle lotterie non viene espletata secondo meccanismi basati sul regime concessorio, ma direttamente dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, avvalendosi della fornitura di alcuni servizi da parte di Lotterie Nazionali s.r.l”.

Ciò premesso, ha segnalato “che lo schema di decreto in esame individua per l’anno 2021 la lotteria nazionale ad estrazione differita Lotteria Italia, con eventuale abbinamento a trasmissioni televisive. Il Ministero dell’economia e delle finanze, pertanto, ha ritenuto opportuno confermare per l’anno 2021 l’indizione di un’unica lotteria nazionale ad estrazione differita“.

Ha rammentato “che nel corso degli ultimi anni l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha proposto la riduzione del numero delle lotterie ad estrazione differita per la crescente disaffezione del pubblico nei confronti di tale prodotto di gioco. Le ragioni del costante trend negativo nell’andamento delle lotterie ad estrazione differita è dovuto, da un lato, all’incremento esponenziale delle offerte di gioco, soprattutto quelle con prospettiva di vincita immediata, dall’altro lato al fatto che si è perso il senso tradizionale dell’abbinamento a manifestazioni e ad eventi tradizionali. Per quanto concerne la Lotteria Italia, i dati riferiti ai risultati degli ultimi anni, comunicati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, evidenziano una diminuzione costante del numero dei biglietti venduti: 4.569.177 nel 2020, 6.717.269 nel 2019, 6.955.460 nel 2018 e 8.603.900 nel 2017. L’Agenzia sottolinea che il risultato del 2020 è verosimilmente legato alla situazione emergenziale tuttora in essere dovuta alla pandemia e all’effetto delle misure di contenimento adottate per arginarla. Le disposizioni sugli orari di chiusura di alcune categorie di esercizi commerciali, presso i quali si svolge l’attività di vendita delle lotterie nazionali, e le limitazioni agli spostamenti hanno ridotto le concrete possibilità di acquisto dei tagliandi”.

Ha osservato poi come “si continui a rilevare una consistente diminuzione delle spese totali per la gestione della lotteria (pari nel 2020 complessivamente a 4.549.885 euro rispetto ai 6.292.345 euro del 2019, ai 6.404.300 del 2018 e ai 19.409.500 del 2017). Si registra inoltre una diminuzione dell’utile erariale, pari a 9.148.000 euro nel 2020 rispetto ai 13.647.000 euro del 2019 nonché ai 14.186.500 euro del 2018 (11.805.000 euro nel 2017 e 12.133.000 euro nel 2016). Tale decremento, anche a fronte della richiamata ulteriore diminuzione delle spese, è da attribuirsi al minore incasso lordo derivante dal calo della vendita dei biglietti: 22.845.885 euro nel 2020 a fronte di 33.586.345 euro nel 2019 e di 34.777.300 euro nel 2018.

Il risultato economico finale dell’edizione del 2020 – dato dall’utile erariale (9.148.000 euro) più il rimborso delle spese generali di gestione (456.917,70 euro), a cui va sottratta l’integrazione massa premi a carico del bilancio dello Stato – capitolo 3922 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (3.402.500 euro) – è di 6.202.417,70 euro (era di 11.797.726,90 euro nel 2019 e 12.243.046 nel 2018).

Infine, secondo la relazione redatta dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ai fini del mantenimento dei livelli della raccolta nel settore, ed in particolare per la Lotteria Italia, la riaffermazione delle lotterie tradizionali non può prescindere dal correlato interesse che le emittenti televisive potranno riservare nei confronti di tale gioco qualora propongano abbinamenti a spettacoli televisivi di più rilevante interesse ed in fasce orarie di maggiore audience”.