“(…) nell’ultima relazione al Parlamento, relativa all’attività svolta dalla direzione investigativa antimafia nel secondo semestre del 2019, viene specificato che sul territorio pontino sono praticati il riciclaggio e il reimpiego dei capitali nei settori dell’edilizia e del commercio, « ove le risorse risultano investite soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione, nonché nell’acquisizione e nella gestione delle sale da gioco (…)”.

E’ quanto si legge in un’interrogazione presentata alla Camera dai deputati Raffaele Trano e Alessandra Ermellino (Misto) rivolta al ministro dell’Interno. Di seguito il testo:

“Premesso che: da decenni ormai si assiste in provincia di Latina e in particolare nel sud pontino, da Fondi a Minturno, al radicamento di organizzazioni mafiose e di una criminalità comune sempre più pericolosa, dedite a traffici di droga, usura ed estorsioni e allo stesso tempo alla penetrazione nel tessuto imprenditoriale e commerciale del territorio; tali affari vengono portati avanti in un’area che, tanto per contiguità territoriale quanto per le sue molte risorse, risente al sud dell’influsso della camorra e al nord della criminalità romana e dove ha messo radici la stessa ‘ndrangheta; nello stesso territorio si è sviluppata una criminalità di origine nomade che, come evidenziato nelle indagini e nel successivo processo denominato « Alba Pontina », ha assunto anche i caratteri dell’associazione per delinquere di stampo mafioso; più volte, dalle diverse inchieste e dalle analisi fatte tanto dalla direzione investigativa antimafia quanto dalla Commissione parlamentare antimafia, sono emersi i collegamenti delle stesse organizzazioni malavitose con pubblici amministratori e professionisti pontini; alla luce della crisi economica generata dall’emergenza COVID-19, molti sono i segnali che giungono anche dalla provincia di Latina e in particolare dai centri del litorale sui tentativi della criminalità di impadronirsi di pezzi pregiati dell’economia locale sfruttando le difficoltà degli imprenditori in crisi di liquidità; lo stesso procuratore di Latina, Giuseppe De Falco, già in pieno lockdown ha lanciato un allarme in tal senso; gli imprenditori turistici che riusciranno a resistere nella stagione estiva potrebbero trovarsi in notevoli difficoltà già in autunno ed essere più esposti alle pressioni delle mafie e della stessa criminalità comune; nell’ultima relazione al Parlamento, relativa all’attività svolta dalla direzione investigativa antimafia nel secondo semestre del 2019, viene specificato che sul territorio pontino sono praticati il riciclaggio e il reimpiego dei capitali nei settori dell’edilizia e del commercio, « ove le risorse risultano investite soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione, nonché nell’acquisizione e nella gestione delle sale da gioco »; la stessa Dia aggiunge che è « evidente l’interesse delle consorterie criminali all’infiltrazione ed al condizionamento degli ambienti imprenditoriali ed economico-finanziari, a volte con il contributo di professionisti complici » e che « anche nell’ambito politico e amministrativo locale emerge talvolta un modello che vede il coinvolgimento di imprenditori nei settori dell’edilizia e del commercio, con rapporti collusivicorruttivi finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni edilizie ovvero per ottenere l’aggiudicazione di appalti nei settori dei servizi pubblici », considerando « particolarmente esposto » soprattutto il settore dello smaltimento dei rifiuti; il clima in provincia di Latina è ormai tale che il coordinatore dell’ufficio gip, il giudice Giuseppe Cario, in prima linea in numerose inchieste relative alla stessa pubblica amministrazione, ha subito intimidazioni tali da essere stato messo sotto protezione –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti di cui in premessa; quali iniziative di competenza intenda adottare per contrastare più efficacemente tali fenomeni ed evitare che il territorio venga definitivamente compromesso dall’attività dei clan; se non ritengano opportuno, come dal primo firmatario del presente atto già sollecitato, adottare le iniziative di competenza per istituire una sezione distaccata della Dia a Latina e la squadra mobile a Formia”.