“La norma, nella formulazione originaria, dispone, in tema di lotteria degli scontrini disciplinata dal comma 54021 dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, che, qualora l’esercente al momento dell’acquisto rifiuti il codice fiscale del contribuente o non trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo quanto previsto dal citato comma 540, lo stesso sia punito con una sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500. Non si applica l’articolo 12 del decreto legislativo n. 472 del 1997 relativo al concorso di violazione e continuazione”. E’ quanto si legge nel dossier del Servizio Bilancio della Camera dal titolo ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale’ per quanto riguarda la ‘Verifica delle quantificazioni – modifiche della Commissione’.

“Si stabilisce altresì che nel primo semestre di applicazione delle disposizioni di cui al comma 540 la sanzione non si applichi agli esercenti che assolvono temporaneamente l’obbligo di memorizzazione dei corrispettivi mediante misuratori fiscali già in uso non idonei alla trasmissione telematica ovvero mediante ricevute fiscali. Alla disposizione sono stati ascritti effetti di maggiore entrata complessivi in misura pari a 2,72 milioni nel 2020, 5,03 milioni nel 2021 e 4,5 milioni annui a decorrere dal 2022.

In particolare, la RT afferma che l’introduzione della sanzione per gli esercenti che rifiutino il codice fiscale del cliente, o che non trasmettano all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo quanto previsto dell’articolo 1, comma 540, della legge n. 232 del 2016, determina un aumento di gettito IVA dovuto ad un effetto di deterrenza e quantificabile a regime in 4,5 milioni di euro circa. La stima del maggior gettito è poi ridotta di una quota dovuta alla non applicazione delle sanzioni nei confronti degli esercenti che assolvono temporaneamente all’obbligo di memorizzazione dei corrispettivi mediante misuratori fiscali già in uso nella misura di 0,78 milioni nel 2020 e 0,22 milioni nel 2021. Si arriva così alla stima del maggior gettito complessivo come sopra indicato.

Le modifiche, introdotte in sede referente, sostituiscono integralmente l’articolo 20, eliminando le sanzioni previste dal testo vigente e prevedendo un sistema di segnalazioni, ai sensi del quale il consumatore può segnalare nella sezione dedicata dell’apposito Portale Lotteria la circostanza che l’esercente al momento dell’acquisto ha rifiutato di acquisire il codice lotteria. Tali segnalazioni sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione.

Viene inoltre posticipata dal 1° gennaio al 1° luglio 2020 la data a decorrere dalla quale sarà possibile partecipare alla lotteria degli scontrini. Viene inoltre previsto che i contribuenti, per partecipare all’estrazione, al momento dell’acquisto debbano comunicare all’esercente uno specifico codice lotteria invece del proprio codice fiscale. Il codice lotteria sarà concretamente individuato dal provvedimento attuativo della lotteria degli scontrini. L’emendamento che ha sostituito l’articolo è privo di relazione tecnica e di prospetto riepilogativo.

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma sostituisce integralmente il testo vigente dell’articolo 20, eliminando le sanzioni previste. In proposito si rileva che proprio in relazione all’introduzione delle sanzioni e al conseguente effetto di deterrenza prodotto dalle stesse, la relazione tecnica, riferita al testo originario, stimava un effetto di maggior gettito. Alla luce di tali considerazioni appare necessario acquisire dal Governo dati ed elementi in merito all’effettiva idoneità della norma in esame a conseguire il maggior gettito ascritto alla stessa nel testo vigente.

In merito al posticipo dal 1° gennaio al 1° luglio 2020 della data a decorrere dalla quale sarà possibile partecipare alla lotteria degli scontrini, pur rilevando che al citato comma 540 della legge 232/2016 non furono ascritti prudenzialmente effetti di maggior gettito, andrebbe comunque acquisita una conferma in merito alla neutralità finanziaria delle disposizioni“.