“Se il Ministro interrogato, sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda avviare un’indagine interna di verifica del sistema informatico della Sogei; se il Ministro non intenda fornire chiarimenti circa quella che appare all’interrogante una omessa vigilanza sul gioco, in generale, e sul sistema informatico dei giochi d’azzardo on line, in particolare, e circa l’utilizzo improprio del simbolo dei Monopoli di Stato; se siano state già avviate procedure interne di aggiornamento ai sistemi informatici controllate dalla Sogei”.

E’ quanto chiede al Ministro dell’Economia e delle Finanze in un’interrogazione a risposta scritta il deputato M5S, Francesco Silvestri.

“Da un articolo apparso da Il Fatto Quotidiano del 14 novembre 2018 si apprende che presso le procure di Reggio Calabria, Bari e Catania sono state aperte tre inchieste coordinate dalla direzione nazionale antimafia in relazione al gioco online, la nuova frontiera delle mafie; si legge: «in carcere sono finiti importanti esponenti della criminalità organizzata ma anche diversi imprenditori che di fatto erano i prestanome dei clan. Dalle indagini, condotte anche dallo Scico di Roma, è emerso un giro d’affari superiore ai 4,5 miliardi di euro»; e ancora: «si contestano i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, illecita raccolta di scommesse on line e fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni »; la tecnologia digitale non è più un ostacolo per la criminalità organizzata, tanto meno il sigillo di garanzia dei «Monopoli di Stato», che di solito accompagna i siti del gioco d’azzardo; le inchieste aperte hanno infatti evidenziato che un baco del sistema sussiste e sotto tale profilo forse una buona dose di responsabilità è da attribuire alle rassicuranti parole sugli «upgrade tecnologici del gioco legale e sicuro»; ai cittadini italiani sono stati sottratti più di un miliardo di euro e le organizzazioni criminali ne movimentavano quattro e mezzo attraverso un giro di scommesse clandestine e poco trasparenti che però portavano in «sigillo» dell’Agenzia dei Monopoli; agivano con le slot machine e giochi on line che presentano il simbolo dei Monopoli di Stato, ma che sono connessi a una rete di controllo parallela. Con questo sistema non solo si è determinata una inaccettabile evasione dei Monopoli, ma sono a rischio i dati dei movimenti che fanno gli utenti giocando, innescando così un traffico ulteriore, quello della commercializzazione dei dati alla società marketing dei casinò sul web; l’Agenzia delle dogane e dei monopoli – area monopoli è il garante della legalità e della sicurezza in materia di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento per assicurare la trasparenza del gioco pertanto a garanzia della legalità annovera tra i suoi compiti anche quello della vigilanza su: giochi numerici a quota fissa, giochi numerici a totalizzatore, giochi a base sportiva, apparecchi da intrattenimento, giochi di abilità, carte, sorte a quota fissa, lotterie, bingo e gioco a distanza; infine, si occupa anche di fornire servizi telematici di trasmissione e di consultazione dati, di sovrintendere alle procedure per l’antiriciclaggio, documentazione antimafia e quanto altro necessario per monitorare la questione sotto il profilo della legalità; tuttavia, e nonostante le buone intenzioni, la questione della «longa manus» delle organizzazioni criminali non si riesce ad arginare, anzi, sembrerebbe essere la migliore fonte d’investimento per le « mafie 2.0»; « la tecnologia delle piattaforme digitali non è una barriera invalicabile per la mafia, figuriamoci il marchio “di garanzia” dei Monopoli di Stato sulle scommesse, regolarmente esposto dalle tre società concessionarie dell’azzardo on line colpite dall’inchiesta della Direzione antimafia di Reggio Calabria»; la quasi totalità dei delitti premeditati con la tecnologia, tanto che anche la mega infrastruttura digitale, sorvegliata dallo Stato – che dispone di una grossa società del Ministero dell’economia e delle finanze, la Sogei – è violabile e manipolabile; quindi si tratta non più di un gioco che si muove sulla rete attraverso una interconnessione bensì di un gioco sorvegliato «da remoto»”.

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