“Se il Governo non intenda adottare iniziative per garantire, anche attraverso un chiarimento della norma, i percorsi di ippoterapia, consentendo l’apertura dei maneggi per fini terapeutici”. E’ quanto chiede in un’interrogazione presentata alla Camera rivolta al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute la deputata Augusta Montaruli (FdI).

Si legge: “Per sapere – premesso che: ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 « è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute »; è stato specificato che tra i motivi di lavoro che legittimano gli spostamenti rientra l’attività professionale degli psicologi e che le prestazioni psicologiche sono « motivi di salute » sufficienti a giustificare gli spostamenti dei clienti del professionista psicologo. L’articolo 12, comma 2, del medesimo provvedimento dispone che: « Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista, e, in ogni caso, alle medesime persone è sempre consentito, con le suddette modalità, lo svolgimento di attività motoria anche all’aperto »; la riabilitazione equestre per le persone diversamente abili è di fondamentale importanza, allo stesso modo delle visite psicologiche; il cavallo, proprio come il medico o lo psicologo, è necessario in caso di soggetti che soffrono di disturbi neuro-motori e psichiatrici, ma anche per correggere la postura, sia nei bambini che negli adulti. Il cavallo, in certi scenari, affianca fisioterapisti, medici esperti in riabilitazione, psicologi e neuropsichiatri per fornire aiuto a pazienti di ogni età e con varie problematiche, dalle più semplici sino a condizioni di disabilità fisiche anche gravi. I risultati ottenuti negli anni sono sorprendentemente significativi su alcune forme di autismo e sugli esiti delle paralisi cerebrali infantili e le più recenti ricerche scientifiche ne stanno dimostrando i benefici e gli effetti positivi anche su altre patologie di tipo neurologico e neuro-psichiatrico;il cavallo, in questi contesti, viene considerato un co-terapeuta, un mezzo per il raggiungimento di un obiettivo importante per la crescita e lo sviluppo di persone affette dalle più disparate forme di disabilità; la chiusura dei maneggi, in quanto centri ippici sportivi, come previsto dall’articolo 3, comma 4, lettera d) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, interrompe nuovamente un percorso abilitativo iniziato a fatica, e ciò significa perdere quei piccoli grandi obiettivi raggiunti con tanto lavoro e dedizione”.