“Quattro anni fa, il 5 marzo 2015, una bomba è esplosa in una sala giochi di Altamura, quando il locale era ancora aperto e pieno di gente. Nell’esplosione rimasero ferite diverse persone, alcune delle quali in modo grave. Fra questi vi era Domenico Martimucci, giovane calciatore altamurano deceduto, dopo quasi cinque mesi di coma, a causa delle ferite provocate dall’esplosione. Per la procura il boss ordinò di piazzare la bomba per lanciare un segnale di forza, per reagire al tentativo di altri clan di appropriarsi del business del gioco d’azzardo. I giudici hanno parlato di metodo mafioso. Quello di Domenico Martimucci è uno dei quasi mille nomi del lungo elenco delle vittime innocenti di mafia. La memoria è il primo passo per non abbassare la guardia di fronte ai soprusi e per far crescere la cultura della legalità”.

Lo ha detto ieri in Aula alla Camera la deputata Angela Masi (M5S).