“L’articolo 222, comma 2, del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, ha previsto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 per le imprese che appartengono alla filiera agrituristica, apistica, brassicola, cerealicola, florovivaistica, vitivinicola e dell’allevamento, nonché alle imprese del comparto ippico, ittico e dell’acquacoltura; la medesima disposizione ha rinviato ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanarsi di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e delle finanze la definizione dei criteri e delle modalità attuative (…)”. E’ quanto si legge in un’interrogazione presentata alla Camera dai deputati M5S Gagnarli, Del Sesto, Cillis, Galizia, Marzana, Cadeddu e Maglione rivolta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

“L’articolo 222, comma 2, del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, ha previsto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 per le imprese che appartengono alla filiera agrituristica, apistica, brassicola, cerealicola, florovivaistica, vitivinicola e dell’allevamento, nonché alle imprese del comparto ippico, ittico e dell’acquacoltura; la medesima disposizione ha rinviato ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanarsi di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e delle finanze la definizione dei criteri e delle modalità attuative; in data 15 settembre 2020 la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali ha annunciato la firma del decreto in questione avendo ottenuto l’assenso della Commissione europea al regime di aiuto in esame (decisione (C(2020)4977 final del 15 luglio 2020); il testo del decreto ministeriale, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sembra individuare come imprese beneficiare quelle che svolgono le attività individuate dai codici Ateco individuati nell’Allegato 1; l’Alleanza delle Cooperative Italiane, verificato il contenuto del decreto ministeriale, ha lamentato, tramite dichiarazioni alla stampa, che il rinvio a tali codici comporterebbe l’esclusione delle cooperative di conferimento e di trasformazione dall’esonero contributivo, nonostante esse godano, pacificamente, del medesimo status giuridico delle imprese agricole (si veda l’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228); il legislatore non fa alcun riferimento ai codici Ateco, mentre il decreto condiziona ad essi la spettanza del diritto al beneficio, discostandosi obiettivamente, in questo modo, dall’impostazione del legislatore; inoltre, il legislatore attribuisce il diritto al beneficio sulla base della semplice appartenenza ad una certa filiera di impresa agricola, della pesca e dell’acquacoltura, ciò al fine di semplificare al massimo l’attribuzione del beneficio medesimo, entro l’anno in corso, onde evitare rischi di disimpegno delle risorse perché non spese al 31 dicembre 2020, prevedendo invece il decreto un procedimento a domanda con possibili rallentamenti burocratici”.

Si chiede di sapere “se i Ministri interrogati intendano chiarire gli aspetti di cui in premessa, verificare la necessità di apportare modifiche immediate al testo del decreto e assumere le iniziative di competenza affinché comunque nessuna interpretazione difforme dall’intento del legislatore possa essere adottata in sede di applicazione della norma”.