Un adeguamento delle norme poste a tutela del pluralismo dei media dovrebbe procedere immaginando soluzioni nuove, che tengano in considerazione l’affidabilità delle fonti informative, l’identificabilità delle stesse, senza trascurare il potere in mano ai cosiddetti gatekeeper, che ordinano e rendono accessibili queste notizie molto spesso in base a un algoritmo, che ne può determinare il successo e anche l’attualità all’interno del dibattito pubblico. Questo grande fenomeno verrà affrontato nel recepimento della “direttiva SMAV”, e questo credo che sia un punto fondamentale sul quale il Parlamento sarà chiamato a esprimere una propria opinione e un proprio parere, ma anche nel pacchetto dei servizi digitali dell’Unione europea, che regolamenterà maggiormente le piattaforme digitali, i social media, i motori di ricerca, i siti e-commerce, le piattaforme di videogiochi. In sostanza, abbiamo una legislazione che ci dirà cosa sarà Internet nei prossimi anni a venire. Anche il nostro servizio pubblico, la Rai, dev’essere rivisto alla luce di queste grandissime trasformazioni che stiamo vivendo. Un piano industriale che abbia al centro la digitalizzazione e nuovi servizi on demand non è più rinviabile”. Lo ha detto in aula alla Camera la deputata M5S, Mirella Liuzzi, nell’ambito della discussione di alcune mozioni sulle iniziative normative a tutela del pluralismo delle fonti di informazione.