Alla Camera parere contrario da parte del Governo all’ordine del giorno a firma Ribolla (Lega) e altri che chiedeva un apposito Fondo salva calcio a sostegno del calcio nazionale professionistico e dilettantistico, ove far confluire la quota dell’1 per cento sul totale della raccolta da scommesse.

“La Camera, premesso che: la situazione di emergenza sanitaria correlata al COVID-19 rischia il default delle sessanta società che partecipano al campionato di calcio professionistico della Serie C, con ciò compromettendo la fondamentale funzione sociale di educazione, inclusione e aggregazione che costituisce per i giovani; i 60 club utilizzano il calcio come strumento di sviluppo sul territorio, rivolgendo attenzione in particolare ai giovani; non a caso, infatti, la Serie C è un vivaio di talenti, ma anche un luogo di formazione, che contribuisce a ridurre gli effetti della dispersione scolastica e allontana i giovani dalla strada; la Lega Pro si connota come il « calcio dei giovani » ma anche come il « calcio del territorio » (presente in 17 regioni italiane, conta 1.230 calciatori professionisti tesserati, 12.770 calciatori dei settori giovanili e 318 calciatori del torneo di quarta categoria, rivolto agli atleti con deficit cognitivi e relazionali) e come il « calcio delle imprese » (le squadre sono finanziate da imprenditori e commercianti, molto attenti nell’estendere la cultura imprenditoriale dalle loro attività tradizionali a quelle sportive); il potenziale danno derivante dall’emergenza epidemiologica, per la stagione calcistica in corso e per la prossima, è stimato in un range tra i 20 e gli 84 milioni di euro, a seconda del perdurare della crisi; la sospensione del campionato causa misure restrittive sanitarie ha fatto venir meno, infatti, gli introiti da stadio, così come i ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e attività commerciali, tutte risorse fondamentali per la sopravvivenza delle squadre e per la salvaguardia occupazionale dell’indotto, impegna il Governo: a prevedere, per la categoria degli sportivi professionisti, calciatori e figure dello staff tecnico con reddito annuale inferiore ai 50 mila euro, la possibilità di accesso alla misura della cassa integrazione in deroga; a riconoscere ai club di cui in premessa la possibilità di usufruire di un credito d’imposta sulle spese documentate sostenute per l’espletamento delle attività di formazione e inclusione dei giovani calciatori, ampliandolo in un secondo momento alle spese per la realizzazione e adeguamento di infrastrutture sportive; ad introdurre uno specifico credito d’imposta, in linea con quanto già previsto dalla normativa vigente per il settore dell’editoria, per le sponsorizzazioni effettuate da società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche; a contemplare la possibilità, per le società di calcio di cui in premessa, di applicazione dello strumento dell’apprendistato ai contratti con i propri lavoratori; a prevedere un apposito Fondo salva calcio a sostegno del calcio nazionale professionistico e dilettantistico, ove far confluire la quota dell’1 per cento sul totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia online, sia tramite canali tradizionali“.

9/2463/303. Ribolla, Belotti, Colmellere, Fogliani, Furgiuele, Latini, Patelli, Racchella, Sasso, Boniardi