“Quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per permettere all’esercente di valutare, sulla base delle convenzioni in essere con l’istituto di credito o di pagamento di cui si avvale, se i costi di transazione siano compatibili con i margini riconosciuti su tali beni e servizi senza essere costretto a lavorare in perdita”. E’ quanto chiede il deputato Catello Vitiello (Iv) in un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera e rivolta al Ministro dell’Economia e delle finanze.

Si legge nell’interrogazione: “Per sapere – premesso che: è fondamentale, nell’adozione di politiche tese alla ripresa economica e di rilancio successive alla crisi pandemica, affrontare con coraggio, determinazione ed efficacia il tema dell’evasione fiscale; al fine di favorire l’emersione dell’evasione e dei capitali sommersi e di contribuire a limitare il diffondersi della pandemia è necessario incentivare i pagamenti con moneta elettronica; numerosi sono stati i provvedimenti del Governo su questo tema, non ultimo quello sul cashback sperimentale nel periodo natalizio e per i periodi semestrali successivi; nell’ordine del giorno 9/2790-bis/228 a prima firma Vitiello, accolto dal Governo, nel corso dell’esame e approvazione della legge di bilancio per il 2021, si è chiesto di valutare l’opportunità di rendere facoltativo l’obbligo di pagamento elettronico avente ad oggetto beni e servizi di pubblica utilità erogati dagli esercenti remunerati ad aggio e/o margine fisso, in modo che sia chiaro agli utenti che, per tali prodotti e servizi, non sussista la possibilità di partecipazione alla lotteria degli scontrini, con trasmissione telematica dei corrispettivi in quanto esclusi dalla relativa disciplina di cui al decreto legislativo n. 127 del 2015 e per analogia esclusi dal programma cashback, lasciando salva la possibilità di accettare o meno la moneta elettronica per i suddetti acquisti di beni e servizi non soggetti a corrispettivi, normalmente contraddistinti da ricavi ad aggio o margine fisso –: quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per permettere all’esercente di valutare, sulla base delle convenzioni in essere con l’istituto di credito o di pagamento di cui si avvale, se i costi di transazione siano compatibili con i margini riconosciuti su tali beni e servizi senza essere costretto a lavorare in perdita”.