“Se i Ministri interrogati, alla luce di quanto esposto, intendano adottare iniziative per procedere all’apertura anticipata dei punti gioco in zona « gialla » per contenere l’esplosione delle attività criminali in tale settore e quali iniziative di competenza intendano adottare per contrastare la criminalità organizzata che lucra incessantemente su tali comparti industriali e fornire, nel contempo, le risultanze in possesso sul numero degli esercenti che sono stati colpiti da tale attività predatoria mafiosa”. E’ quanto chiede in un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera il deputato della Lega, Erik Umberto Pretto.

Si legge: “Al Ministro dell’interno, al Ministro dell’economia e delle finanze. Per sapere – premesso che: il Ministro dell’interno Lamorgese ha emanato, il 10 aprile 2020, la direttiva n. 15350/117/3 indirizzata a tutti i prefetti, con la quale ha chiesto di incrementare il monitoraggio legato al disagio sociale ed economico, nonché le attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità sul territorio nazionale a causa dei numerosi episodi legati alla criminalità. Ulteriore allarme proviene sia — come emerge dall’audizione in Commissione Antimafia — dal direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Prof. Marcello Minenna, il quale ha dichiarato che i 35 miliardi di euro mancanti dal settore del gioco presenti sul territorio nazionale si sono spostati nel canale telematico e nei circuiti del gioco illegale, sia dalle ultime affermazioni del Procuratore nazionale antimafia, Cafiero de Raho, il quale ha evidenziato che il fenomeno del « gioco d’azzardo, assieme al traffico di sostanze stupefacenti, oggi appare l’affare più lucroso col quale rimpinguare le casse delle cosche »; dalla recente indagine svolta da un’agenzia giornalistica che si occupa di gioco sono stati riportati preoccupanti dati in merito alle operazioni effettuate dalle forze dell’ordine negli anni 2019 e 2020, che hanno in particolare evidenziato nell’anno 2019 un incremento del gioco illegale stimato in 12 miliardi di euro mentre nel 2020 si è verificata la crescita del 50 per cento, raggiungendo i 18 miliardi di euro;ancor di più in questo periodo, la criminalità organizzata ha aumentato vertiginosamente il proprio giro d’affari a causa delle disposizioni recate dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che hanno contribuito a generare situazioni di incertezza e difficoltà per migliaia di aziende italiane che operano nel gioco legale, le quali, ad oggi, contano oltre 150 mila persone tra lavoratori diretti, dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto, che arrivano a 400 mila persone estendendo il disagio ai nuclei familiari. Per tale motivo, l’applicazione del nuovo decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65, cosiddetto decretolegge Riaperture-bis consentirebbe il ripristino delle attività in questione — soltanto il 1o luglio 2021 — favorendo di fatto lo sviluppo del fenomeno criminale; le mafie stanno approfittando dei divieti imposti, ciò è dimostrato anche dalle analisi svolte dalla Guardia di finanza e dalla Direzione investigativa antimafia sulle segnalazioni di operazioni sospette (Sos), che riscontrano un preoccupante aumento, rispetto all’anno 2019, del flusso di segnalazioni pervenute all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia durante l’emergenza sanitaria”.