“Quali iniziative si intendano adottare per mettere al sicuro un comparto soggetto da quasi 200 giorni a chiusura dei suoi esercizi e quali iniziative si intendano assumere, per quanto di competenza, per arginare il fenomeno del gioco illegale che danneggia ulteriormente gli operatori del gioco pubblico e minaccia la popolazione”.

E’ quanto chiede in un’interrogazione a risposta scritta alla Camera il deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè (nella foto) rivolgendosi al Ministro dell’Interno e al Ministro dell’Economia e delle finanze.

“Le disposizioni emanate per il contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 stanno provocando effetti disastrosi per l’intero comparto del gioco pubblico. Purtroppo, il Governo ha deciso di seguire un metodo etico e non sanitario per contrastare e prevenire il contagio. Il gioco legale in Italia consegna all’erario una somma pari a 11 miliardi di euro l’anno e come registra il bollettino pubblicato dal dipartimento dell’Agenzia delle entrate dei primi dieci mesi del 2020, si evidenzia una perdita per le casse dello Stato pari a 5 miliardi di euro; le disposizioni in questione non hanno contribuito solo ad accrescere un ingente danno alle finanze dello Stato, ma hanno provocato, soprattutto, un effetto domino sull’incremento del gioco d’azzardo illegale. Infatti, come ha dichiarato alla trasmissione televisiva di Rai Uno « Uno Mattina » il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, « Il lockdown ha determinato una riduzione del 25 – 30 per cento dalla chiusura del gioco legale, facendo riscontrare però un aumento del gioco illegale. Numerosi sono stati gli interventi del Copregi (Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale) di repressione in più di 50 capoluoghi di provincia, controllando 250 sale illegali e comminando sanzioni per oltre 1 milione di euro »; anche la direzione investigativa antimafia ha ribadito in diverse occasioni che la pandemia non è riuscita a placare la fame della criminalità organizzata. Anzi, il lockdown è stato un pretesto per delinquere ancor di più nel settore del gioco legale, data la chiusura totale sull’intero territorio nazionale; dunque, mancando la possibilità di giocare, tanti giocatori hanno optato per delinquere: il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, ha evidenziato che il fenomeno del «gioco d’azzardo, assieme al traffico di sostanze stupefacenti, oggi appare l’affare più lucroso col quale rimpinguare le casse delle cosche»”.