“Quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare, alla luce dei fatti sopra esposti, per affrontare al meglio questo momento di difficoltà ora e nelle fasi successive non emergenziali, assicurando la tutela dei lavoratori con un’attenzione particolare al contrasto dei fenomeni illeciti”. E’ quanto chiede in un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il deputato Antonino Minardo (Lega).

Di seguito il testo dell’interrogazione: “Per sapere – premesso che: le misure restrittive messe in campo per arginare la diffusione del Covid-19 hanno avuto gravi ripercussioni anche sul settore del gioco legale con vincita in denaro; le reti distributive dei giochi pubblici in concessione, in particolare quelle delle scommesse, del bingo e di controllo telematico degli apparecchi da intrattenimento costituiscono un presidio di legalità nel delicato settore dei giochi con vincite in denaro; la straordinarietà dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha imposto a tali reti distributive di interrompere totalmente la propria attività, incidendo pesantemente sulle risorse finanziarie dei concessionari e dei punti vendita collegati per l’esercizio in corso, nonché sull’indotto occupazionale; la chiusura prolungata dei punti fisici nel 2020 e la crisi economica hanno portato a un calo del 35 per cento delle giocate, con una spesa complessiva crollata da 19,4 a 12,5 miliardi di euro. In totale, nel 2020 il settore retail (agenzie di scommesse, sale slot, Bingo) ha registrato un calo del 43 per cento; a subire il danno maggiore sono gli apparecchi (slot e Vlt), che registrano un crollo del 54 per cento rispetto al 2019 (a 4,7 miliardi di euro), la chiusura del retail ha spostato parte dei giocatori verso l’offerta online, che registra nel 2020, invece, un aumento della spesa del 39 per cento a quota 2,5 miliardi di euro; nel 2019 gli incassi statali dai giochi avevano superato gli 11 miliardi di euro, secondo i dati del Libro Blu dell’Agenzia delle dogane. A fronte del calo di oltre il 20 per cento dell’intero settore del gioco legale, la chiusura dei punti vendita per quasi sei mesi ha portato a un calo del 47,5 per cento in termini di raccolta (73,9 miliardi di euro nel 2019 contro i 38,8 nel 2020). Una frenata dei consumi che pesa sulle casse dello Stato: nel 2019 ha incassato 10,3 miliardi di euro dall’area retail del gioco legale, mentre nel 2020 si è privato del 42,3 per cento di entrate, pari a 4,3 miliardi di euro; per i lavoratori del settore il permanere di una situazione di lockdown potrebbe comportare la definitiva chiusura dell’attività per un cospicuo numero di esercizi, mettendo a rischio i 150 mila posti di lavoro che gravitano attorno al settore del gioco pubblico, e in particolare, i circa 30 mila addetti impiegati nella distribuzione fisica (sale giochi, sale scommesse, sale slot, sale bingo). Un comparto, che rappresenta una difesa efficace contro il gioco illegale e per tali motivi sarebbe importante che le sale venissero riaperte, anche per fermare il dilagarsi di attività di gioco clandestine, che rappresentano un grave danno all’erario e alla legalità; sarebbe dunque opportuno, per gli interessi pubblici, preservare la capacità della rete distributiva di garantire la propria funzione di presidio di legalità, di generazione di gettito erariale e di mantenimento di una significativa occupazione qualificata, nell’ordine di decine di migliaia di persone: quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare, alla luce dei fatti sopra esposti, per affrontare al meglio questo momento di difficoltà ora e nelle fasi successive non emergenziali, assicurando la tutela dei lavoratori con un’attenzione particolare al contrasto dei fenomeni illeciti”.