“Quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere in relazione a quanto esposto in premessa, al fine di garantire la piena applicazione della legge che vieta la vendita di alcolici ai minorenni e di tutte le altre disposizioni normative inerenti alla vendita dei prodotti sopra citati; se il Governo non ritenga necessario adottare iniziative straordinarie a tal fine e se intenda intraprendere campagne di sensibilizzazione sul tema degli effetti di un uso improprio dei prodotti registrati nel citato Rapporto per i minori in collaborazione con le famiglie e gli istituti scolastici e con le altre istituzioni coinvolte”.

E’ quanto chiedono in un’interrogazione a risposta in Commissione, rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, al Ministro per le pari opportunità e la famiglia, al Ministro per le politiche giovanili, al Ministro dell’interno, al Ministro dell’istruzione e al Ministro della salute le deputate M5S, Elisabetta Maria Barbuto e Carmela Grippa, che spiegano: “Da un articolo di stampa pubblicato il
20 ottobre 2021 sulla pagina web (…) titolato, « Alcol, cannabis e gratta e vinci venduti a minori: un commerciante su 2 non controlla età » si legge che più di un commerciante su 2 vende prodotti vietati ai minori. Il 57 per cento dei minori intervistati dichiara che al momento dell’acquisto di bevande alcoliche il venditore non ha verificato la sua età, percentuale che sale al 62 per cento per il tabacco e le sigarette e ben al 71 per cento per le infiorescenze di cannabis light. Dati che emergono dall’indagine « Venduti ai Minori » realizzata dal Moige – Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’istituto Piepoli, condotta su oltre 1.000 minori dai 10 ai 17 anni, intervistati in tutta Italia; ai dati già particolarmente allarmanti si aggiungono quelli ulteriormente preoccupanti inerenti alla facilità di accesso a contenuti pornografici da parte dei minori, specie tramite la rete web sempre riportati nel medesimo articolo: « Il 44 per cento dichiara di averla scoperta perché gliene hanno parlato gli amici, il 19 per cento tramite internet, il 9 per cento attraverso pubblicità online che lo/la hanno incuriosito e il 40 per cento in altro modo. L’81 per cento dei siti non verifica l’età dell’utente e, quando questo accade, il 15 per cento mente per poter accedere ugualmente. Il 35 per cento dei minori gioca solitamente con videogiochi vietati ai minori di 18 anni con amici collegato ad internet, il 19 per cento con amici in presenza, il 6 per cento con familiari, il 3 per cento online con sconosciuti e il 36 per cento da solo. Il 32 per cento ritiene che giocare con videogiochi con contenuti violenti o volgari non comporti dei rischi, per il 41 per cento esistono, ma sono pochi… »; nei casi in cui venga venduto dell’alcol ai minori che hanno un’età compresa fra i 16 e i 18 anni, è prevista unicamente una sanzione di tipo amministrativo, che va da un minimo di 250 euro fino a un massimo di 1.000 euro. Nel 2017 è stato introdotto un decreto-legge che ha dato la possibilità ai sindaci dei vari comuni di decidere in autonomia quali sono le limitazioni relative alla vendita di alcolici. Per esempio, il sindaco ha il diritto di alzare l’età per richiedere un superalcolico fino a 18 anni; rispetto alla somministrazione è stato fornito un chiarimento dal Ministero dello sviluppo economico attraverso la risoluzione 18512/13, la quale ha specificato che il divieto di vendere bevande alcoliche ai minori di 18 anni, previsto dall’articolo 7 del decreto-legge n. 158 del 2012, riguarda anche la somministrazione sul posto; le conseguenze dell’abuso di alcol sono maggiormente evidenti nei giovani, e sono tanto più gravi quanto più è giovane l’età, perché il sistema di enzimi presente nel fegato che serve a metabolizzare l’alcol non si sviluppa pienamente prima dei 20/21 anni di età. Altri studi in materia inoltre hanno appurato che l’alcol non assorbito nei giovani interagisce con i neuroni e ne può pregiudicare il funzionamento comportando gravi danni alla salute”.