Di seguito il testo dell’interrogazione su iniziative di competenza volte a contrastare la diffusione di giochi e videogiochi che inneggiano alla criminalità organizzata di tipo mafioso, nonché volte a rimuovere analoghi contenuti sui social network, presentata dai deputati M5S Ascari, Mariani, Martinciglio, Nappi e Barbuto e rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro della giustizia.

“Per sapere – premesso che: da tempo sono in circolazione sul mercato, nei negozi ludici e store online, giochi da tavola e videogiochi che inneggiano alla criminalità organizzata di tipo mafioso; tra questi, a titolo esemplificativo si citano i prodotti « Mafia city », « Mafia empire », « Mafioso: giochi di gangster », « Gioco della mafia », « City mafia gods », « Mafia families » e « Narcos: cartel wars »; in questi giochi, dai contenuti espliciti e violenti, i giocatori vestono il ruolo di sanguinari personaggi criminali che si sviluppano, a seconda del gioco, in scenari spesso sanguinari di supremazia mafiosa; questi giochi, dunque, sembrerebbero restituire ai giocatori, spesso giovani e giovanissimi, visioni distorte della mafia e del suo ruolo all’interno della società, con potenziali ripercussioni ancora del tutto da verificare nella vita reale; è evidente, dunque, il carattere diseducativo di questo tipo di prodotti che, banalizzando la gravità della criminalità organizzata e trasformando in oggetto ludico il metodo mafioso, rischiano di alimentare l’inconsapevolezza su questo fenomeno e incoraggiare eventuali comportamenti violenti e diffusi; collegato al diffondersi di questi giochi che potrebbero alimentare il concetto di mafia come positività e favorire il rischio di emulazione, potrebbe essere il diffondersi di pagine del social network Facebook in cui si inneggia a padrini mafiosi defunti, come denunciato da Adriana Colacicco, del Progetto di Vita, che ha documentato l’esistenza di pagine inneggianti a Matteo Messina Denaro e alla Sacra Corona Unita –: se il Governo sia a conoscenza dei gravi fatti sopra esposti e quali iniziative di competenza, anche normative, ritenga opportuno adottare affinché sia evitata la diffusione e la vendita sul libero mercato dei giochi e videogiochi di cui in premessa, disponendone anche l’immediato ritiro, in quanto gli stessi rischiano di incitare all’odio e alla violenza mafiosa e di alimentare comportamenti mafiosi e di sostegno alla criminalità organizzata; quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere al fine di garantire che, anche nell’ambito dei social network, come ad esempio Facebook e non solo, sia attivata, d’intesa con le società che li gestiscono, un’attenta attività di controllo delle pagine social, al fine di rimuovere prontamente tutti i tipi di contenuti che inneggiano alla criminalità organizzata di tipo mafioso”.

All’interrogazione ha risposto il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia.