Il deputato del PD, Paolo Ciani (nella foto), ha presentato un’interrogazione alla Camera rivolta al Ministro della salute, al Ministro dell’interno e al Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere se non ritengano necessario “adottare iniziative volte a limitare l’orario, specialmente per quanto riguarda le ore notturne, di esercizio delle sale da gioco autorizzate ai sensi dell’articolo 86 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 nonché dell’orario di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’articolo 110, comma 6, del medesimo testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931 collocati presso esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e locali aperti al pubblico“.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione: “Per sapere – premesso che: il decreto-legge del 13 settembre 2012 n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute) convertito, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1 della legge 8 novembre 2012 n. 189, all’articolo 7, ha qualificato come ludopatie i fenomeni patologici connessi all’uso di apparecchiature per il gioco, attribuendo alla relativa normativa di contrasto la valenza di una disciplina della salute pubblica, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione; la ludopatia è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la « patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro »; nell’edizione di maggio 2013 del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) il gioco d’azzardo è stato inquadrato nella categoria delle cosiddette « dipendenze comportamentali »; i volumi di gioco registrano il 36 per cento di diagnosi gravi secondo le indicazioni del DSM, cioè persone con casa, famiglia e lavoro che giocano ogni giorno fra i 100 e i 1000 euro, mentre solo il 7 per cento dei giocatori d’azzardo può essere considerato lieve; l’Italia è uno dei Paesi in cui si registra la maggiore spesa pro capite per il gioco: secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel 2020 sono stati giocati dagli italiani 88,38 miliardi di euro di cui 49,2 per il gioco on line; in questi ultimi anni, in materia di gioco d’azzardo vi sono stati ripetuti interventi legislativi da parte del legislatore, fondati sull’esigenza di tutelare la salute, specialmente dei minori e dei soggetti più fragili, l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre che di regolarne i profili di carattere fiscale; anche le regioni ed i comuni, al fine di contrastare la dilagante diffusione del gioco d’azzardo, negli ultimi anni hanno adottato, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, non solo misure dirette al contenimento dell’offerta di gioco, ma anche interventi di ordine socio-sanitario; attualmente, l’attuale disciplina sul gioco d’azzardo, specialmente per quanto riguarda l’orario di apertura degli esercizi si presenta molto differenziata non solo tra le regioni ma anche tra i singoli comuni a seconda delle scelte operate dalle singole amministrazioni; pur nel rispetto delle competenze comunali è necessario predisporre una normativa unitaria su tutto il territorio nazionale al fine di ridurre l’offerta complessiva del gioco d’azzardo stabilendo limitazioni temporali, specialmente per quando riguarda le ore notturne ferma restando l’autonomia di ciascun comune nell’adottare provvedimenti più stringenti in base alle esigenze del territorio -: alla luce dei fatti sopraesposti, se i Ministri interrogati non ritengano per quanto di competenza al fine di garantire la sicurezza, la salute e l’ordine pubblico nonché per un efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, adottare iniziative volte a limitare l’orario, specialmente per quanto riguarda le ore notturne, di esercizio delle sale da gioco autorizzate ai sensi dell’articolo 86 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 nonché dell’orario di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’articolo 110, comma 6, del medesimo testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931 collocati presso esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e locali aperti al pubblico”.

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