Di seguito quanto riferito in materia di giochi e lotteria scontrini, nella memoria depositata in Commissione Finanze alla Camera dall’Ugl nell’audizione sul Decreto Fiscale.

L’articolo 24 proroga le gare per le concessioni sulle scommesse e le sale bingo. Il successivo articolo 25 fa la stessa cosa, prorogando il termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco. L’articolo 26 rivede invece il prelievo unico sugli apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro; le nuove aliquote si applicano a decorrere dal 10 febbraio 2020. L’articolo 27 istituisce, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il registro unico degli operatori del gioco pubblico, al quale dovranno iscriversi obbligatoriamente un lungo elenco di soggetti, dai produttori di slot machine agli allibratori, passando per le società che gestiscono gli ippodromi e i titolari dei punti vendita delle lotterie istantanee. L’iscrizione al registro comporta un costo per il soggetto obbligato, costo che varia da un minimo di 200 euro ad un massimo di 10mila euro.

Il decreto legge fiscale prevede inoltre: il blocco dei pagamenti ai soggetti senza concessioni (articolo 28); il potenziamento dei controlli in materia di giochi (l’articolo 29 istituisce un fondo da 100mila euro, utilizzabile da personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per testare la corretta gestione di giochi on line o locali); l’impossibilità per gli operatori economici che hanno commesso violazioni accertate sul pagamento di imposte, tasse o contributi di avere all’interno dei locali giochi pubblici (articolo 30). Da ultimo, l’articolo 31 dispone la chiusura dei punti vendita per scommesse e concorsi pronostici nei casi in cui l’esercente risulti essere debitore dell’imposta unica (prevista dal decreto legislativo 504/1998). La chiusura, però, è successiva ad una sentenza, anche non definitiva e con esecutività non sospesa. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, prima di procedere con la chiusura del sito, avverte l’esercente, il quale ha trenta giorni di tempo per ottemperare al mancato versamento dell’imposta unica. Sale bingo e, soprattutto, slot machine sono proliferate come funghi in autunno nelle nostre città, con una doppia conseguenza: importanti entrate erariali per lo Stato (anche se poi si potrebbe discutere per ore sull’equità di queste entrate), ma anche una crescita del fenomeno della ludopatia, il gioco compulsivo che mette a repentaglio il budget di tante, troppe famiglie italiane.

Il decreto legge 124/2019 non interviene sul versante del contrasto al gioco fuori controllo (sul contrasto al gioco d’azzardo è intervenuto il cosiddetto decreto Dignità, l’87 del 2018, che ha modificato pure la disciplina del contratto a tempo determinato), ma esclusivamente su aspetti fiscali e normativi. Si evidenzia, peraltro, che la legge di bilancio 2020 prevede un incremento del prelievo fiscale sulle vincite, cosa che ha il sapore di una beffa per il cittadino, più nuove concessioni per circa 315mila punti fra ambiente remoto, online, bar, tabaccherie e sale, con un incasso minimo previsto di oltre 1,8 miliardi di euro.

L’articolo 19 prova ad incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, prevedendo due cose: l’esenzione fiscale dei premi della lotteria nazionale degli scontrini (un’idea che risale al ministro Padoan, ma che, finora, non ha mai trovato concreta attuazione) e la quantificazione dell’ammontare complessivo dei premi, massimo 45 milioni di euro. Alla lotteria partecipano soltanto coloro che utilizzano carte di credito o di debito; per concorrere, però, il cliente deve fornire all’esercente anche il codice fiscale, il quale, per effetto dell’articolo 20, se si rifiuta di registrare i dati o di trasmetterli all’Agenzia delle entrate è sanzionato amministrativamente con una multa da 100 a 500 euro. Una considerazione si pone: l’intento della norma sembra essere più quello di controllare l’acquirente piuttosto che quello di verificare l’esercente.

Commenta su Facebook