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“Ringrazio il relatore per aver inserito nella sua pro posta di parere alcuni elementi emersi nel
corso del dibattito svoltosi nella seduta precedente, inclusi alcuni punti dell’Intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni nel mese di aprile 2017.

Esprimo soddisfazione per la richiesta di adottare la definizione di « disturbo da gioco d’azzardo » in luogo di ludopatia, secondo quanto era già ampiamente condiviso nella passata legislatura, nonché per le limitazioni nell’uso delle banconote.

Rilevo tuttavia che la Commissione Affari sociali avrebbe il dovere di proporre misure più incisive per la tutela delle persone in condizione di fragilità, a partire da un’integrale attuazione della suddetta Intesa. Tra gli elementi critici, ricordo che la stessa relazione tecnica che accompagna il provvedimento in esame afferma che attualmente la pubblicità per le slot machine, considerate a più forte rischio per il gioco problematico, è vicina allo zero e che occorre promuovere un maggior coordinamento a livello europeo per contrastare il gioco online. Nel ribadire l’opportunità di conseguire in tempi rapidi una decisa riduzione dei punti di gioco e delle apparecchiature presenti sul territorio nazionale, esprimo il timore che la deroga concessa per le manifestazioni di sorte locali possa di fatto favorire pratiche elusive del divieto di pubblicità”.

E’ quanto dichiarato dalla deputata Elena Carnevali (Pd) in XII Commissione (Affari sociali) nell’ambito dell’esame del decreto dignità.

Carnevali ha quindi segnalato al relatore l’opportunità di inserire nel parere anche un richiamo all’utilizzo delle risorse destinate al Fondo per il gioco d’azzardo patologico che, secondo quanto è emerso dall’esame dei disegni di legge di rendiconto e assestamento, sarebbero finite nel conto dei residui.
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