“La XII Commissione (…) impegna il Governo: ad aggiornare i livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, 12 gennaio 2017, garantendo una reale differenziazione nella prestazione delle cure e dei modelli di intervento, basati sulle reali necessità della persona nel complesso dei suoi bisogni, per una piena inclusione sociale”.

E’ quanto chiede con una mozione la deputata FdI, Maria Teresa Bellucci che spiega come una quota significativa dei disturbi psichici sia “costituita da altre patologie in crescente ascesa” come quelle derivate “da uso di sostanze (circa il 18 per cento), da quelle tradizionali quali alcol, eroina, cocaina, cannabis, a quelle nuove quali cannabinoli e psicostimolanti sintetici, e dalle cosiddette dipendenze comportamentali (circa il 4,5 per cento), come la dipendenza da gioco d’azzardo o da internet”.

Bellucci prosegue chiedendo di “assumere iniziative per adottare un nuovo piano nazionale che favorisca interventi di prevenzione dei disturbi ed azioni di promozione della salute mentale; ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per rilanciare i servizi psichiatrici e favorire una rete territoriale per integrare le offerte pubbliche e le proposte del cosiddetto privato sociale; a porre in essere le iniziative di competenza per lo stanziamento di più risorse economiche e l’impiego di personale sanitario specializzato, con particolare riguardo ad una adeguata dotazione di psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, oltre a operatori sociali con funzioni educative e riabilitative, al fine di fare fronte a una situazione di disagio in crescente ascesa e al fine di garantire un effettivo accesso ai servizi sanitari e sociosanitari da parte di chi soffre di disturbi mentali; ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a supportare le persone affette da disturbi mentali per combattere lo stigma e l’isolamento sociale che si abbatte su queste persone e le loro famiglie, impedendo a chi vive una malattia mentale di accedere alle cure; ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a formare ed attrezzare le strutture pubbliche per far fronte, gestire e trattare le persone, tra le quali molti giovani, che sono afflitte da dipendenze comportamentali quali ad esempio il disturbo da gioco d’azzardo, dipendenza sessuale o da pornografia on line, dipendenza da internet; ad assumere le iniziative di competenza per la formazione di figure quali psichiatri e psicologi, che siano in grado di affrontare condizioni e situazioni psichiatriche radicalmente mutate rispetto agli scorsi decenni, come i disturbi psichici derivati da uso di sostanze stupefacenti, molto più aggressive nella popolazione più giovane; ad assumere iniziative di competenza volte a individuare, programmare e coordinare i presidi psichiatrici e di igiene mentale extraospedalieri, dando a questi una chiara e definita organizzazione; ad adottare iniziative per assicurare, in collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la risposta ai bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale, al fine di favorire l’inclusione nelle attività del territorio e superare le attuali differenze regionali”.

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