“Ancora perdura il blocco dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, operativo fino al 30 giugno 2021, per le ipotesi di mancato pagamento del canone alle scadenze, cosiddetto sfratto per morosità, ma la legislazione emergenziale non ha bloccato i procedimenti di convalida. Ponendo un limite di spesa e un limite di tempo, la proposta non tiene conto dei reali impatti della crisi. Secondo Confcommercio, nel 2020 sono sparite 240 mila imprese commerciali esclusivamente a causa della pandemia; secondo Confindustria Moda, nel 2020 le imprese aderenti hanno perso oltre 25 miliardi”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Paolo Barelli (FI), nell’ambito della discussione sulla proposta di legge Zucconi ed altri “Disposizioni concernenti la rinegoziazione dei contratti di locazione di immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021 in conseguenza dell’epidemia di COVID-19 (A.C. 2763-A)”.

Secondo il documento consegnato al Ministro Giorgetti dalla FIPE, la perdita cumulata nel corso del 2020 dai pubblici esercizi italiani, ristoranti, bar, pizzerie, pub, aziende di catering, discoteche, sale gioco, eccetera, ammonta a circa 38 miliardi di euro. Ma il testo che la Commissione ha bocciato, all’articolo 5 prevede un meccanismo di decadenza immediata in caso di mancato pagamento del canone, sia pure ridotto, alla prima scadenza non rispettata, oltre all’obbligo in tale caso della restituzione dell’intero importo del canone di locazione previgente, oltre alla perdita dei benefici sulla bolletta elettrica. Dunque, si tratta di una proposta che mette in sicurezza solo i locatari e non le aziende produttive, anzi, addirittura le sanziona. Non si capiscono i motivi di tale rigidità ove si consideri che sul tema dei mutui bancari il perdurare della pandemia ci ha obbligato, più volte, a prorogare la moratoria, per non parlare delle cartelle esattoriali. Per questi motivi Forza Italia è convintamente contraria al provvedimento in esame e auspica che, in sede di esame dell’articolo 4 del decreto-legge Sostegni-bis, cioè quello relativo al credito d’imposta alle locazioni, si riesca a individuare un percorso di reale condivisione del peso della crisi prodotta dalla pandemia tra Stato, locatori e conduttori”.