Assegnata alla XII Commissione (Affari sociali) della Camera la proposta di legge Bellucci (FdI) ed altri: “Istituzione della Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche”. Previsto parere delle Commissioni I, II, V, VII e IX.

Si legge nella proposta di legge: “Tra le dipendenze patologiche più diffuse vi sono le dipendenze da sostanze – come eroina, cocaina, marijuana, metanfetamine, steroidi, alcol e tabacco – e le dipendenze comportamentali – come il disturbo da gioco d’azzardo, le dipendenze tecnologiche, lo shopping compulsivo e le dipendenze sessuali”.

Inoltre: “Alle dipendenze descritte si aggiunge il disturbo da gioco d’azzardo definito, nell’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V), come « comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi ». I fattori di rischio, sempre secondo il DSM V, sono imputabili al « gioco d’azzardo che inizia nell’infanzia o nella prima adolescenza » e, a tale riguardo, costituiscono un problema rilevante e in costante crescita le cosiddette « ticket redemption », cioè le slot machine per bambini e adolescenti con cui si vincono dei ticket, ciascuno dei quali ha un determinato valore economico, cumulabili tra loro e scambiabili con premi di valore economico cospicuo. In Italia, la spesa dei cittadini per il gioco d’azzardo lecito è pari a oltre 96 miliardi di euro annui, con un introito annuo, per l’erario, pari a oltre 11 miliardi di euro e con un depauperamento medio, per ciascun giocatore, pari a 385 euro annui. I dati della prima indagine epidemiologica in materia dell’Istituto superiore di sanità (ISS), pubblicata nel mese di ottobre 2018, tracciano un quadro agghiacciante sul gioco d’azzardo in Italia: sono 18 milioni gli italiani adulti che giocano e un milione e mezzo sono giocatori problematici; inoltre, anche i minorenni giocano d’azzardo, nonostante sia vietato dalla legge. Nella medesima indagine, infatti, si rileva che sono quasi 700.000 gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni che giocano d’azzardo e questo, evidentemente, denota un problema di carattere educativo e culturale”.

E ancora: “Le dipendenze da rete si manifestano ormai in diverse modalità e assumono le vesti del cyberbullismo (forma di violenza attraverso l’utilizzo della tecnologia), del sexting (scambio di immagini o di video intimi attraverso le chat e i social network), del gioco d’azzardo on line compulsivo, del vamping (trascorrere tutta la notte collegandosi alle chat e ai social network), della nomofobia (paura di restare disconnessi dalla rete) e dello hikikomori (utilizzo esagerato della rete che porta a condotte di vero e proprio ritiro sociale)”.