E’ iniziata stamattina, presso la I Commissione della Regione Calabria, la trattazione della proposta di legge numero 107/12^ di iniziativa dei consiglieri G. Arruzzolo, G. Neri, S. Loizzo, G. Crino’, F. De Nisi, G. Graziano, recante la “Modifica all’articolo 16 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza)”.

La pdl, già approdata in Commissione anti-‘ndrangheta del Consiglio regionale, che l’ha licenziata con parere favorevole espresso a maggioranza, prevede l’eliminazione delle fasce orarie consentite per il gioco originariamente stabilite (massimo 8 ore al giorno e chiusura non oltre le 22, ndr), delegando ai sindaci la fissazione di eventuali limiti orari con ordinanze ad hoc. Inoltre la nuova formulazione abolirebbe la distanza di 500 metri dai punti sensibili (come scuole, chiese e ospedali).

Di seguito il resoconto della seduta:

Giuseppe Graziano (Unione di Centro) ha illustrato la proposta che “modifica l’articolo 16 della legge regionale numero 9 del 2018 al fine di consentirne l’attuazione, regolamentando le fasce orarie in cui è consentito l’esercizio del gioco e omologando la distanza degli esercizi che ospitano apparecchiature d’intrattenimento da esercizi commerciali e rivendite di genere”. Il consigliere ha cocncluso evidenziando che “le disposizioni si applicheranno alle concessioni ottenute dopo l’entrata in vigore della legge”.

Sono quindi stati auditi: il portavoce del coordinamento regionale “Mettiamoci in gioco”; il responsabile dell’osservatorio parlamentare “Avviso pubblico”; il presidente dell’associazione SAPAR; il responsabile dell’ufficio legale regionale dell’associazione SAPAR.

Antonio Maria Lo Schiavo (De Magistris Presidente) ha dichiarato la sua “contrarietà e quella del Gruppo De Magistris Presidente alle modifiche proposte”, reputandole “capaci di trasmettere un messaggio distorto, in particolare ai giovani, e politicamente errato”. Lo schiavo ha poi puntualizzato che “le disposizioni originarie andrebbero non stravolte ma semplicemente applicate, atteso che la loro efficacia è stata eccessivamente rinviata”.

Amalia Bruni (Gruppo Misto) ha evidenziato che già nella seduta di Commissione contro la ‘ndrangheta aveva espresso la sua “totale contrarietà alle modifiche proposte”, ritenendo invece che sia “necessario intervenire con azioni di prevenzione e monitoraggio del fenomeno, evitando aperture delle sale da gioco incontrollate e indiscriminate”. La consigleira ha quindi auspicato che “i sindaci inizino ad appropriarsi degli strumenti di monitoraggio del fenomeno attraverso, ad esempio, l’utilizzo dell’applicazione a tale scopo studiata e creata”.

Giuseppe Graziano (Unione di Centro) ha giudicato “ottimo il lavoro svolto dalla Commissione attraverso le audizioni”, dei cui contenuti emersi “i componenti faranno tesoro”.

Anche il Presidente ha dichiarato che “la Commissione farà tesoro dei contributi forniti dalle associazioni audite”, ponendo poi ai voti il rinvio della trattazione della proposta, che è stata quindi rinviata.

Articolo precedenteEuropa e Conference cariche d’oro: un giocatore si porta a casa oltre 47mila euro grazie a 22 risultati indovinati
Articolo successivoDigital Crocodiles espande il proprio network in Italia