“Dispiace che vi siano fraintendimenti e confusione, da parte di alcune associazioni, circa il mio impegno concernente la Legge 214. Nelle mie proposte ed emendamenti sono stati contemperati 2 diritti costituzionalmente garantiti: lavoro e salute; salvaguardia delle iniziative imprenditoriali. Gli attuali livelli di occupazione di questo settore, non andranno messi in discussione per le aziende oggi operanti, “sane ed in regola”.

La doverosa restrizione normativa concerne eventuali nuove attività. Quindi, ribadisco, non comprendo la confusione che è stata alimentata in questi giorni”. Così in una nota il consigliere regionale e presidente della Prima Commissione del consiglio regionale della Calabria, Franco Sergio (Moderati per la Calabria), risponde alle critiche ricevute da Mettiamoci in Gioco.

“Si tratta di un testo organico con disposizioni innovative per favorire una cultura improntata all’etica pubblica. Sono costretto a rammentare che l’articolato di tale Legge (che ha “prodotto” anche la costituzione della Commissione regionale per la legalità di cui sono il segretario) è frutto in gran parte del lavoro del sottoscritto; poi giustamente inglobato in abbinato con la proposta 215 della Giunta. Abbiamo realizzando un testo che racchiude normative concernenti anche usura e ludopatia. La riflessione da cui siamo partiti è che vada sostenuto un impegno anche culturale ed educativo – non solo giudiziario e repressivo – specie nei confronti delle categorie deboli e dei più giovani, contro fenomeni degenerativi, quali appunto la diffusione pervasiva del gioco d’azzardo, sfociante in ludopatia ed a rischio di contiguità con ambienti della criminalità più o meno organizzata. È stata rimarcata la condivisione col mondo dell’associazionismo e dei comparti socio-economici ricadenti nella normativa; fattori questi derivanti anche dai contributi di esperienza e professionalità del Settore Legislativo regionale.

Va inoltre rilevato e nella Legge 214 viene opportunamente stigmatizzato che, a ricorrere all’usura sono principalmente soggetti indebitati a causa della dipendenza dal gioco d’azzardo, il testo affronta in modo approfondito tale tema e, per tutelare le fasce di consumatori psicologicamente più deboli, introduce il divieto di installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino, a distanza di 300 metri per i comuni con popolazione fino a 5000 abitanti o 500 metri per quelli con popolazione superiore a 5000, dai “luoghi sensibili” quali luoghi di culto, scuole, di aggregazione giovanile ed oratori.

Infine, le aspre polemiche che si stanno innescando a livello nazionale, circa proposte “peggiorative” avanzate da esponenti governativi, che tendono addirittura ad allargare ed incrementare l’espansione di “vlt” (slot collocate nei mini casinò delle multinazionali) sono
un’ulteriore sprone a proseguire nel mio impegno in quella che è una lotta per la legalità e la tutela delle fasce deboli dei cittadini calabresi”.