calabria
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(Jamma) – Di seguito una nota a firma dei consiglieri regionali Orlandino Greco e Franco Sergio. “In due anni di governo come Gruppo Oliverio Presidente diverse sono le proposte di leggi che abbiamo prodotto, in un lavoro continuo e di sinergia, ma c’è ne sono alcune che hanno un valore intrinseco e soprattutto dovrebbero seguire procedure d’urgenza per l’importanza dell’oggetto che trattano. Una di questa è la proposta di Legge N. 84 ‘Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico’, che condividiamo con il collega Franco Sergio, primo firmatario e nata sotto incitamento del Movimento nazionale Slot-Mob, da anni impegnata fattivamente nel contrasto alla problematica.

Un fenomeno dilagante che ha raggiunto anche lo scorso anno cifre da capogiro oltre 95 miliardi “bruciati” nel gioco d’azzardo, dalle slot machine al superenalotto, senza dimenticare il gioco online, che colpisce i più giovani e le scommesse su internet hanno superato quelle in agenzia. Ma il mondo del gioco d’azzardo non comporta soltanto il rischio di dipendenze patologiche ma celano dietro di sé, purtroppo, anche un intreccio occulto con i sistemi criminali ed un business illegale fatto di riciclaggio, estorsioni ed usura. La Legge nazionale, del tutto inadatta a rispondere adeguatamente alla gravità del fenomeno, per volontà o per convenienza (basti pensare agli introiti che vanno a finire nelle casse dello Stato ma che attraverso condoni diminuisce la tassazione alle società fornitrici), ha conferito potestà legislativa alle Regioni e per il principio di sussidiarietà ai Comuni, che possono stilare una normativa ad hoc per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo. Un’autonomia che non può però prescindere da una regolamentazione a livello regionale. Diventa fondamentale che la Regione si faccia carico della problematica, approvando la legge, che è rimasta imbrigliata (come sta accadendo sempre più spesso!) nelle maglie della burocrazia.

Una proposta di legge presenta nel 2015, che arriva in terza commissione affari sociali dopo un iter tortuoso ed è approvata a settembre 2016 e d’allora giace in Commissione Bilancio perché deficitaria della copertura finanziaria di cui necessita. Articolata in tredici punti attraverso i quali si definiscono criteri, regole, modalità attuative, forme di controllo e sanzioni per l’introduzione di un sistema di regolazione e di contrasto al fenomeno, la Legge N.84 non può essere soltanto ordinamentale ma deve necessariamente avere quella copertura finanziaria per garantire le operazioni procedurali che ne sono a corollario, altrimenti perderebbe di valore e di efficacia. Oneri finanziari derivanti dall’attuazione delle disposizioni che sono di gran lunga inferiori ai costi “indiretti” (stimati intorno ai 5 miliardi di euro) a cui lo Stato, le Regioni sino ai comuni sono costretti a farsi carico; danni sociali, economici e finanziari che si vanno ad aggiungere al dramma di quelle famiglie che si trovano a vivere il problema. I dati attestano che laddove, Regioni e Comuni, è stata attuata una Normativa legislativa il fenomeno è in netta diminuzione.

La Regione Calabria è una delle pochissime rimaste che non ha formalizzato una Legge nonostante sia ai primi posti nelle classifiche nazionali per diffusione del problema; uno su tutti Cosenza è al 9° posto in Italia per numero di slot attive, tra l’altra collocate in prossimità di quelle che sono definite aree sensibili. Rallentare le procedure di attuazione perché si rimane imbrigliati nei giochi perversi della burocrazia non è più giustificabile ma altresì condannabile e diventa deprecabile in ambiti come questi”.

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