Il Consiglio Regionale della Calabria non ha votato la proposta di legge Modifiche all’articolo 16 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 che introduce una modifica alle norme in materia di contrasto al gioco d’azzardo

Interviene la consigliera Amalia Bruni (Misto) nel corso della seduta. “Vi prego fermatevi, mettete da parte queste modifiche. Altre regioni d’Italia hanno approvato misure di contenimento”, ha detto.

Lo Schiavo Antonio Maria (De Magistris Presidente) ha invitato i consiglieri a non votare la norma. “La Calabria non può permettersi di allentare le maglie al gioco d’azzardo. Serve un attimo di riflessione, su leggi come questa che hanno valore simbolico”, ha detto annunciando il voto negativo del Gruppo.

Giacomo Pietro Crinò, (Forza Azzurri), firmatario della proposta ha dichiarato:  “Sono convinto che con l’approvazione di questa legge si esce da un limbo. Con il voto favorevole oggi noi vedremo la legge in questione spiegare i suoi effetti. Dal 2018 ci sono stati 4 anni di proroghe. La situazione è mutata. È mutata la maggioranza politica, Ci è stato rivolto un invito ad abbandonare la legge, come se incentivassimo il gioco d’azzardo. Io ritengo che non ci sia alcun invito da rivolgerci alla coscienza. Ci permettiamo di aver compreso che le questioni recepite dai colleghi di minoranza sono tre. La data di decorrenza di efficacia: questa maggioranza non sta avallando una pratica illegale, ma un giusto contemperamento che un legislatore deve fare. È corretto cambiare le carte a partita avviata? Mettiamoci nei panni di chi aveva fatto investimenti importanti e dopo 4 anni dire che questi imprenditori erano fiori norma. E invece non deve essere così. Ecco spiegata la data del 2018 a partire dalla quale entrano in vigore le norme. Poi il tema: si è dato il cerino in mano ai sindaci. Ma davvero credete sia così. È qualcosa di regolamentato alle leggi, sarà il sindaco a stabilire l’orario di funzionamento più congruo al territorio. Non ci devono essere esercizi pubblici buoni o cattivi. Qui non ci sono lobby, ma c’è buon senso. C’è la necessità di non far sentire discriminati esercenti piuttosto che altri. Io conosco la normativa stringente a cui sono sottoposti. Il terzo elemento è il ‘famoso’ distanziometro. Ci siamo trovati una legge che faceva distinzioni in base al numero degli abitanti del Comune. Che senso ha una norma di questo genere. Noi abbiamo stabilito una sola distanza dei punti di gioco dai luoghi sensibili. È una operazione di equità e di uniformità per tutti. Non siamo ipocriti, basta un cellulare per giocare, ovunque ci si trovi. Anche all’interno delle scuole. Non stiamo scoprendo norme nuove, abbiamo replicato leggi regionali di altre Regioni, tra cui il Piemonte. Il tenore della legge ricalca quello che in altre Regioni è già stato fatto.

Il Consigliere del M5S Tavernise ha quindi presentato un emendamento con il quale chiede di imporre l’orario di chiusura di tutte le attività alle 24.00.

Crinò ha detto che questa richiesta va girata direttamente ai sindaci. “Sono loro che possono farlo”.

L’emendamento Tavernese, messo al voto, non è stato approvato.

Dopo una sospensione della seduta è scoppiata la bagarre all’interno dell’Aula. In seguito alla verifica nominale del numero legale, in assenza dello stesso, la seduta è stata sospesa

Di seguito il testo integrale della pdl.

Proposta di legge recante: “Modifiche all’articolo 16 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘Ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza.)”.
Art. 1 (Modifiche all’articolo 16 della l. r. 9/2018)
1. All’articolo 16 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della “Ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza.), sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. I comuni, per le finalità di cui al comma 1 nonché per esigenze di tutela della salute, della quiete pubblica e di circolazione stradale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, dispongono, con ordinanza sindacale, le fasce orarie consentite per l’esercizio del gioco tramite gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), nelle sale da gioco, nelle sale scommesse, negli esercizi pubblici e commerciali, nei circoli privati e di tutti i locali pubblici o aperti al pubblico e nelle
le rivendite di genere in cui sono presenti o comunque accessibili le forme di gioco a rischio di sviluppare dipendenza previste dalla normativa vigente. Ulteriori limitazioni possono essere disposte dal Sindaco in caso di violazione della quiete pubblica nell’arco dell’orario di apertura previsto. Il mancato rispetto delle limitazioni all’orario dell’esercizio del gioco di cui al presente comma è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 1.500,00 per ogni apparecchio per il gioco di cui all’articolo 110, comma 6 del r.d. 773/1931.
b) al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:
1) le parole: “, commi 6 e 7” sono sostituite dalle seguenti: “, comma 6” e le parole: “per i Comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e inferiore a cinquecento metri per i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti” sono soppresse.
c) ai commi 4, 5 e 8 le parole: “, commi 6 e 7” sono sostituite dalle seguenti: “, comma 6”
d) Il comma 13 della l.r. n. 9/2018 è sostituito dal seguente:
“13. Le disposizioni previste dai commi 3 e 4 del presente articolo si applicano alle concessioni per le sale da gioco, per le rivendite di generi di monopolio, per le sale scommesse e per ogni altro locale autorizzato alla raccolta di gioco, rilasciate successivamente alla data del 03 maggio 2018.” ( nella foto il consigliere Crinò).

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